Il terremoto avrebbe dovuto insegnare ad avvicinarsi di più, perchè tutti hanno vissuto lo stesso dolore (R.Venezia)
Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti (R.
G.)

mercoledì 11 marzo 2009

L'imbarazzo di sentirsi italiano

Due romeni salvano una minorenne italiana da uno stupro

Nonostante l’alto valore civile del gesto, la maggioranza degli italiani che avevano assistito al fatto li volevano linciare per colpa della loro nazionalità.
Incredibile disavventura quella in cui sono incorsi Claudiu Patache e suo figlio Andrei qualche giorno fa a Gaeta: ritenendo fosse loro compito civile ed umano intervenire in difesa di un’adolescente italiana che stava per essere violentata da un pregiudicato marocchino ubriaco, non hanno esitato ad avventarglisi contro impedendo di fatto lo stupro e rimediando, nella colluttazione con il malvivente, due coltellate di striscio al volto.
Salvata la ragazzina dal bruto, ed in attesa dell’arrivo dei carabinieri cui hanno consegnato il delinquente, i due però hanno dovuto affrontare una furia ben peggiore di quella dell’autore del crimine e cioè quella della folla di italiani che si era radunata all’ingresso del locale pubblico di Gaeta, storica cittadina balneare tra Lazio e Campania, teatro del fatto.
Incredibilmente gli italiani, all’improvviso, hanno iniziato a prendere le difese del marocchino aggressore e ad indicare nei due salvatori i “soliti stupratori romeni, spazzatura dell’umanità, meritevoli solamente di essere castrati chirurgicamente”. “Noi Petache siamo venuti in Italia per lavorare umilmente e permettere ad una componente del nostro nucleo familiare di sottoporsi ad una difficile operazione chirurgica al fegato, per cui dobbiamo essere grati alla Nazione che ci ospita ed aiutare gli italiani che troviamo in difficoltà, come loro ci hanno aiutato quando avevamo bisogno noi” dice Claudiu Petache che poi però aggiunge “quanto successo ieri, e cioè gli insulti e le aggressioni subite dagli italiani solamente perché eravamo romeni, ci sta costringendo a rivedere molte nostre idee su quanto Voi siate meritevoli del nostro aiuto”.
L’amarezza per essere stati “coram populo” indicati come gli autori dello stupro al posto del vero colpevole è ancora profonda e non si sa se il gesto del sindaco di Gaeta Antonio Raimondi di concedere ai due una medaglia al valore civile di ringraziamento per il servizio reso alla cittadinanza potrà lenirla, certamente ci vorrà del tempo. Ieri l’altro a Gaeta, intanto, solamente l’intervento dei Carabinieri e le testimonianze della vittima dell’aggressione, e di qualche presente onesto, hanno permesso di ristabilire la verità e di consegnare il vero colpevole alla giustizia.
I militi della Benemerita hanno dovuto però faticare non poco per sottrarre i due eroi romeni ad un barbaro linciaggio. “Quanto accaduto insegna che purtroppo nella mentalità degli italiani resiste pervicacemente l’idea che il romeno sia a tutti i costi l’immigrato cattivo, anche quando fa del bene, e gli altri migranti siano invece assolutamente più buoni di noi anche quando fanno del male. Questa vera e propria tara culturale è stata artificialmente indotta da una vera e propria stampa apertamente romenofobica che imperversa in Italia dal giorno in cui il mio paese è entrato nell’Unione europea”, afferma un funzionario dell’Ambasciata di Romania in Italia che vuole rimanere anonimo.
Bene ha fatto allora Bruno Vespa a voler raccontare la storia durante la sua trasmissione “Porta a Porta”, che ogni sera si tiene su Raiuno la rete più seguita dagli abitanti della penisola. Forse è un timido segnale che una certa politica di denigrazione mediatica verso una comunità di immigrati che supera il milione di persone sta per cessare.
Sergio Bagnoli

6 commenti:

Minima Moralia ha detto...

La persecuzione contro i rumeni, considerati come etnia di delinquenti, è una vergogna nazionale.

Nessuna persona seria e intelligente si presterebbe mai a questo linciaggio mediatico che disonora solo chi lo compie.

A Sant'Angelo ospitiamo da anni e fanno ormai parte della nostra collettività e della nostra storia alcune persone rumene, le quali oltre ad essersi integrate perfettamente costituiscono chiari esempi di civismo, di impegno sociale e di onestà, a cui sarebbe opportuno si ispirassero tanti loschi politicanti e notabili opinionisti locali.

A questi concittadini stranieri sento di dover chiedere scusa a nome della parte ancora sana di una società ormai ammalata di stupidità e di razzismo.

Minima Moralia :-)

Anonimo ha detto...

Devi anche ammettere che qualche ragione ci deve pure essere se tutti se la prendono con i rumeni e non con gli ucraini o con i marocchini.

G48 ha detto...

gentile anonimo, nella via dove abito ci sono svariate famiglie straniere e un paio di famiglie di origine campane (credo del napoletano); le uniche che creano qualche disagio sono quelle campane.
Dovrei forse pensare che i campani in genere creano disagi ai vicini di casa mentre uno straniero no ?
Io penso solo che nella mia strada è così, e basta.
Chi delinque non ha altri connotati se non quello di delinquere.
G48

publio ha detto...

la storia dei Romeni delinquenti è molto più complessa di quella che sembra al di là delle scemenze di chi sostiene che i romeni sono tutti criminali o peggio di chi sostiene che gli italiani sono diventati all'improvviso una banda di squadre di giustizieri fai da te. Entrambe le tesi sono risibili. alcuni aspetti però bisogna sottolinearli. I Romeni sono legate all'Italia storicamente molto più di quanto noi stessi crediamo. Sono latini come noi, gli spagnoli i portoghesi e molto più dei francesi che in molti casi per l'influenza subita dagli anglo-sassoni sono degli ibridi. I Romeni, nonostante una serie di vicende che gli hanno allontanati dall'Italia hanno conservato nel loro gene la Latinità con orgoglio: i fattori che hanno allontanato i Romeni sono stati diversi nel corso dei secoli. Il primo fu il crollo dell'Impero romano, in seguito la contrapposizione, che fu forte tra chiesa di Roma e chiesa Ortodossa, infatti i Romeni sono in massima parte di rito bizantino. Per passare poi alle angherie subite dai turchi, e a quel tempo conservare la religione cristiana per questa gente non fu facile. Negli anni recenti hanno subito una delle più feroci dittature comuniste con Ceacescu e i suoi ribaldi, molto dei quali ancora al potere. Chi conosce un poco di storia romena sa con quale orgoglio nella Roamania degli anni trenta si studiava e si parlava il francese e l'Italiano. I russi tra le prime cose che fecero nel 1944 fu di imporre il DA ossia il SI come in Russia, è incredibile ma purtroppo vero. Arriviamo ai nostri giorni; provate a parlare con i romeni di quello che sta succedendo in Italia, provate a parlarne intendo dire con i Roemni che vivono tra in Romania, vi diranno che i primi a vergignarsi di quello che succede sono loro ma subito vi diranno un'altra cosa molto importante: QUESTI NON SONO ROMENI SONO ZINGARI, ZIDANE in lingua romena e hanno ragione. Un poco come fanno gli Irpini che dicono che siamo Sanniti ma non napoletani, con le dovute differenze è ovvio. Il loro ragionamento non fa una piega sono gli zingari non i romeni a causare quello che sta accadendo in Italia, dall'altra parte sostengono un'altra tesi, anche questa vera: IN ITALIA SI STA BENE IN PRIGIONE, i benefici carcerari che si hanno nel nostro paesi agli occhi degli zingari romeni è un paradiso... e si va in prigione se ti va male altrimenti...ci guadagni pure. Questa è la verità le prime vittime di questa gente insieme agli Italiani, che poi vengono anche accusati di razzismo sono proprio i veri romeni. Chi aveva capito tutto negli anni trenta fu proprio un Romeno si chiamava CODREANU, creò la milizia dell'Arcangelo Michele, forse non sarebbe male avere un Codreanu Italiano in un momento come questo. E non solo contro gli zingari ma anche contro qualche imbecille italiota che pur di andare contro il proprio paese fa come il marito cornuto...

Sammy ha detto...

Vorrei pregare la persona che continuamente "spammerizza" il blog con dei criptici messaggi recanti il nome di una azienda telefonica e altri numeri, di esplicitare il proprio intento comunicativo oppure di smetterla perchè così facendo semplicemente ostacola la leggibilità dei commenti recenti da parte degli altri frequentatori. Grazie!

Maria ha detto...

La tua esposizione storica,Publio, è interessante ma, come tutto ciò che è cultura, è lontano dalle masse o più precisamente da quelli che "ignorano" la storia e le più semplici regole del vivere civile e reagiscono nei modi che sappiamo.
E' vero purtroppo che il punto debole dell' Italia è il sistema giudiziario e carcerario.
La convizione di farla franca in qualche modo è ormai diventata certezza di impunità.
Se poi guardiamo alle carceri, per molti stranieri senza fissa dimora è un modo per svernare.