Il terremoto avrebbe dovuto insegnare ad avvicinarsi di più, perchè tutti hanno vissuto lo stesso dolore (R.Venezia)
Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti (R.
G.)

venerdì 10 agosto 2012

A S.Angelo

Sono tornato nel caro S. Angelo dopo 27 anni poichè io vivo nel Venezuela con la famiglia.
Per tanto tempo pensavo che potevo tornare al paese ma adesso la voglia mi è passata perché i  figli si sono abituati lì e perché  non mi è piaciuto come si è ridotto S.Angelo.
Le strade intorno alla chiesa madre, che prima erano piene di gente e di persone adesso sono come il deserto, ci sono solo cani e gatti.
Nel paese le strade sono combinate molto male e sono piene di fossi da per tutto che non si può girare con la macchina e devi stare attento pure a piedi.
Ai lati delle rotabili ci sono le ortiche le spine e tutta erba secca e la notte non si può dormire con la musica altissima davanti ai bar fino alle due di notte e anche dopo che è finita tanti ragazzi che girano per il paese, gridano rompono bottiglie di birra e sgommano con la macchina. I lampioni sono tutti rotti. Non capisco come succede questo senza che nessuno fa niente, ci sono carabinieri e la polizia e la finanza ma nessuno si preoccupa proprio.
Dopo il terremoto pareva che le cose andavano meglio e c'era pure un poco di ricchezza e di serietà, ma adesso pare finito tutto.
Mi sento molto male per quello che ho visto perché speravo che potevo avere un ricordo diverso del paese, invece me ne parto deluso proprio. Che peccato.
ANTONIELLO GIOVANNI