Il terremoto avrebbe dovuto insegnare ad avvicinarsi di più, perchè tutti hanno vissuto lo stesso dolore (R.Venezia)
Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti (R.
G.)

mercoledì 30 aprile 2008

LETTERA APERTA a DE GENNARO : GUARDI BENE, QUESTA E' L'IRPINIA; LE SEMBRA UN POSTO DOVE FARCI UNA MEGA DISCARICA ?

signor commissario,

è vergognoso che lei fa le discariche senza mai essere andato nei luoghi interessati. lo ha dichiarato lei stesso.

aveva detto al momento di accettare l'incarico che avrebbe concertato le decisioni con le popolazioni. e invece si comporta come un tiranno di qualche vecchio stato africano che ormai non c'è più.

è grave che la classe politica nel suo insieme abbia pensato a lei per gestire l'emergenza rifiuti, lei che della materia non sa nulla.

avevamo chiesto, tramite la presidente della provincia di avellino, che un rappresentate del comitato "nessuno tocchi il formicoso" fosse presente all'incontro di sabato prossimo.

le sue direttive al momento prevedono la presenza del solo sindaco di vallata.

questa è un'altra prova della sua cultura autoritaria.

comunque ha sbagliato i conti e li hanno sbagliati anche quelli che le stanno dietro o davanti, a roma e a napoli: la città dell'immondizia che volete fare sul formicoso ve la potete scordare. ci sono vie più serie e oneste per risolvere il problema, a partire dall'immediata attuazione del piano regionale appena varato.

chiediamo al governo di non prolungare di neppure un giorno il suo mandato.

chiediamo a lei di buttare nel box della carta da riciclare il piano in cui ha inserito il criminoso progetto che riguarda il formicoso.

FRANCO ARMINIO / COMUNITA’ PROVVISORIA / NESSUNO TOCCHI IL FORMICOSO

p.s.

il progetto poi non è un frutto di una levata d'ingegno o di studi particolari, ma di un suggerimento di un geologo napoletano che dopo un giro in macchina sul formicoso ha stabilito che qui si poteva fare tutto quello che lei ora immagina: se lei si potesse vergognare sarebbe una buona cosa, ma credo che certe persone hanno l'anima atrofizzata.

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Raccogliamo le adesioni per varare il PARCO REGIONALE dell’IRPINIA d’ORIENTE, aderisci anche tu

irpinia collective blog http://comunitaprovvisoria.wordpress.com

le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate e ad uso esclusivo del destinatario. diritto d’accesso, rettifica e cancellazione dei dati sono possibili mediante semplice comunicazione e.mail in risposta alla presente.

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FATE GIRARE QUESTA E.MAIL, è importante, grazie

IL DOVERE DI FARE MALE

Giornata di lavoro lunga, non sempre esaltante, con tanta preoccupazione e molta tristezza per tutto quello che accade intorno, con riferimento ovviamente alla situazione discariche in Irpinia.

C'è indubbiamente qualcosa di criminale o almeno di molto ingiusto in tutto questo, l'Irpinia non è Napoli, non produce immondizia indiscriminatamente, ha finora avuto abbastanza cura del proprio territorio, che costituisce la sola vera risorsa, ha pagato tanto in termini di povertà e di sofferenza, adesso non merita anche questo.

Nessuna polemica con la necessità di individuare aree di stoccaggio provinciali ma da qui a dover accogliere i rifiuti dell'intera Regione ce ne passa.

Abbiamo tutti biasimato Pecoraro Scanio quando con la sua arietta un pò ingenua (che a me ricorda molto, ad onor del vero, l'atteggiamento di un neo amministratore santangiolese che, temo, abbia pure somiglianza sotto il profilo intellettuale) propose di sversare i rifiuti in Irpina, ma nessuno finora ha avuto il coraggio di dire che De Gennaro, accolto in pompa magna come fosse un salvatore della patria, in fondo, fa esattamente quello: uccide l'Irpinia portandovi i rifiuti di mezza Campania.

Perché pagare profumatamente l'ennesimo Commissario Straordinario ed osannarlo in tal misura, quando l'unico suo merito è di aver individuato come soluzione la stessa che Pecoraro, a detta di tutti stupidamente, proclamava mesi or sono?

Una vergogna nella vergogna, tanto più inaccettabile, in quanto condita di vomitevole ipocrisia.

Al posto di De Gennaro, mancandomi idee e soluzioni praticabili avrei rinunciato al mandato e rimesso l'incarico, sperando che altri potessero trovare le soluzioni diverse e magari più opportune che io non riuscivo a vedere.

Non so l'importanza e il peso che la coscienza ha nella vita di gente che maschera la propria incapacità dietro campagne di opinione e scelte imposte con autorità, magari ricorrendo alla violenza di qualche poliziotto comunque costretto a fare il proprio dovere, e non riesco ad immaginare dove poi trovino la serenità necessaria per accarezzare i propri bambini, figli o nipoti, tornando a casa la sera, ben sapendo di aver condannato alla sofferenza un intero territorio, dove da sempre vivono e giocano i figli e i nipoti di altre persone.

Questo è fare il proprio dovere, qualcuno obietterà ingenuamente…. secondo me questo è far male il proprio dovere, ammesso che far male possa essere un dovere.

tristemente vostro..... Minima Moralia :-(

martedì 29 aprile 2008

NO ALLA MEGA DISCARICA IN IRPINIA

La prima volta di Michele Forte sindaco


da "IRPINIANEWS" del 28 Aprile 2008 Sant'Angelo dei Lombardi


Sant'Angelo dei Lombardi Si insedia la neo giunta comunale uscita vittoriosa dalle ultime amministrative del 13 e 14 aprile. Il primo consiglio comunale si è svolto al centro sociale "Don Bruno Mariani", alla presenza di tutta la squadra risultata eletta con il neo
primo cittadino Michele Forte, dell'opposizione rappresentata da Vincenzo Forte, Rosalia Castellano, A. Fischetti, Mario Del Goleto, e della cittadinanza che ha mostrato particolare interesse e partecipazione alla cosa pubblica. Queste le nuove deleghe affidate dal sindaco M.Forte: Michelangelo Cetta, che ricoprirà la carica di vicesindaco, e assume l'incarico sulla trasparenza e relazioni con il pubblico; pubblica istruzione; turismo e spettacolo; cultura; beni culturali; Promozione Sant'Angelo; informatizzazione servizi comunali. Angelo Competiello: assessore per le Opere pubbliche; manutenzione; Area urbana: traffico, parcheggi, spazi pubblici; Gestione patrimonio comunale; politiche del trasporto; Demanio comunale; Servizi cimiteriali; Politiche dello sport. Vincenzo Formato : assessore per l'Igiene e sanità; Politiche per la tutela del territorio; Ambiente e verde pubblico; Ecologia; Politiche sociali; Politiche della famiglia; Servizi per gli anziani; Comunicazione ed immigrazione. Vincenzo Gargano: assessore per la Programmazione economica; Bilancio; Tributi. Mario Zuccardi: assessore per l'Agricoltura; Infrastrutture e viabilità rurali. Eustachio De Nicola: assessore per le Pari opportunità e politiche per l'infanzia; Cultura della legalità; Politiche giovanili; Politiche per la pace. Pasquale Imbriale: consigliere delegato al Commercio; Attività produttive; Mercati e fiere. Massimo Squarciafico: consigliere delegato per l'Urbanistica; Ricostruzione; Politiche della casa. Daniele Brunone: Consigliere delegato per le Politiche per la sicurezza sul territorio; Protezione civile. Alfonso Lamberti : consigliere delegato per la Tutela faunistica ed
attività ittico- venatorie; Associazionismo e volontariato; Mondo agricolo. Vincenzo Lucido: consigliere delegato per le Politiche comunitarie e dello sviluppo; Rapporti con enti sovra- comunali; Società partecipate. Alla prima riunione del nuovo consiglio comunale ha partecipato il Commissario prefettizio la dott.ssa Tizzano che ha conferito il passaggio del testimone al neo primo cittadino, il quale le ha rivolto parole di stima e ringraziamento "non
obbligate, ma doverose" per il buon lavoro svolto.
Assente alla riunione Mario Sena in lutto per la perdita di un familiare, l'assise si è soffermata sulle eventuali incompatibilità ed eleggibilità degli eletti.
Da registrare, il voto contrario di Mario Del Goleto sulla convalida dell'eleggibilità di Brunone e l'astensione sull'eleggibilità di Mario Sena e Rosalia Castellano. Il consiglio tornerà a riunirsi lunedì prossimo su problemi inerenti la politica sanitaria relativa all'Ospedale Criscuoli di Sant'Angelo dei Lombardi.

(lunedì 28 aprile 2008 alle 20.00)






sabato 26 aprile 2008

25 aprile

RESISTENZA, LIBERAZIONE, COSTITUZIONE, DEMOCRAZIA DIRETTA
Quest'anno ricorre il 60° anniversario della Costituzione italiana del 1948: 60 anni ben portati, si potrebbe dire...
Personalmente, sono convinto che la nostra Costituzione non abbia bisogno di lifting o rifacimenti, non debba essere aggiornata o revisionata, tanto meno abolita (come insinuano i suoi detrattori), ma deve essere semplicemente e finalmente attuata. Solo applicando nella realtà concreta i dettami costituzionali sarà possibile far rinascere il nostro paese, sarà possibile un'effettiva emancipazione in senso progressista della società in cui viviamo, liberando le straordinarie potenzialità civili, culturali, artistiche e spirituali presenti in essa, ma anche le forze materiali e produttive che sono imprigionate ed umiliate nell'attuale fase storica di conservazione politica, se non di reazione e di imbarbarimento vigente su scala non solo nazionale, ma internazionale.
Tuttavia, se devo essere sincero, sono piuttosto perplesso e pessimista a riguardo. Anzitutto, perché ho sempre pensato che la nostra bella Carta Costituzionale sia in qualche misura eversiva ed inapplicabile nell'attuale ordinamento economico-capitalistico, segnato da profonde ed insanabili contraddizioni, disuguaglianze ed ingiustizie sociali e materiali, che si possono eliminare solo abbattendo e rovesciando l'intero sistema economico-politico e sociale che le ha generate e contribuisce a riprodurle e perpetuarle nel tempo.
In secondo luogo, con il quadro parlamentare appena uscito dalle recenti elezioni politiche, francamente non riesco a far finta di nulla e non posso non nutrire seri dubbi sulla possibilità di attuare finalmente il dettato costituzionale. Invece, mi pare più facile immaginare e prefigurare un'iniziativa per stravolgere il testo della Costituzione attraverso una sorta di "grande inciucio", cioè un'ampia intesa parlamentare di stampo "veltrusconiano" sul versante delle cosiddette "riforme costituzionali" (ma sarebbe più corretto definirle "controriforme costituzionali"), tanto attese ed invocate (non solo) dalla coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, Bossi e Fini.
Tuttavia, a parte queste riflessioni politiche pessimistiche, faccio prevalere ciò che Gramsci designava come "l'ottimismo della volontà". Per cui, non solo in qualità di semplice cittadino, ma anche in veste di insegnante, sono interessato a trasmettere alle nuove generazioni i valori ideali insiti nella Costituzione. Di cui occorre far conoscere ed apprezzare, in chiave anche formativa, anche la bellezza estetica e poetica della sua scrittura. Non a caso, alla stesura del testo costituzionale contribuirono alcune tra le migliori menti politiche e letterarie dell'epoca (tra i vari nomi, voglio rievocare la figura emblematica di Piero Calamandrei).
La Costituzione è senza dubbio la madre della democrazia italiana, una democrazia scalcagnata, monca e malandata per vari motivi.
La Costituzione ne incarna idealmente il ricco patrimonio etico-valoriale, e leggerla e rileggerla (magari fino alla nausea) è il miglior modo per festeggiarla e proporla ai giovani, ed è forse il miglior modo per educare ed ispirare le nuove generazioni.
Pertanto, approfitto della ricorrenza per denunciare una grave mistificazione ideologico-strumentale che si perpetua da anni nel nostro sciagurato paese. Quella di occultare le origini della democrazia in Italia, benché istituita solo sulla carta. E' dunque opportuno ricordare che la Costituzione del 1948 (e, con essa, la democrazia italica, sebbene solo formale) affonda le sue radici storiche e ideali nella Resistenza partigiana contro l'occupazione e l'oppressione nazi-fascista imposta durante la seconda guerra mondiale. Dalle ceneri della monarchia sabauda e della dittatura fascista di Benito Mussolini, è nata la Carta Costituzionale ed è in qualche modo risorta la civiltà democratica del popolo italiano. Il 25 aprile è senza dubbio una festa partigiana, ossia di parte, e non può essere diversamente. Pretendere che il 25 aprile diventi una "festa di tutti", una sorta di ricorrenza "neutrale ed imparziale", equivale a snaturare e cancellare il valore simbolico e politico di quella che rappresenta la Festa per antonomasia della Resistenza partigiana, la Festa antifascista per eccellenza. Infatti, il 25 aprile si festeggia, vale a dire si dovrebbe rievocare (e, in qualche misura, si dovrebbe rinnovare) la vittoria della Resistenza popolare partigiana contro l'invasione nazista e contro i fascisti che flagellarono e tormentarono l'Italia per un lungo, tragico ventennio, conducendo il nostro paese alla rovina materiale e spirituale, costringendo il nostro popolo alla sventura e alla catastrofe della seconda guerra mondiale, laddove intere generazioni di giovani proletari furono usati come carne da macello per arricchire ed ingrassare una ristretta minoranza di affaristi, speculatori e guerrafondai senza scrupoli.
Da quella Liberazione nacque la Costituzione del nostro paese, scritta non tanto con la penna quanto con il sangue di numerose donne e uomini che sacrificarono coraggiosamente la propria vita per la libertà delle generazioni successive: donne e uomini chiamati "partigiani" proprio in quanto schierati e militanti da una parte ben precisa, ossia contro il fascismo, l'imperialismo e la guerra.
Il carattere profondamente antifascista e partigiano, democratico e pluralista, egualitario e progressista, ma anche pacifista e internazionalista della Costituzione, la rende un testo all'avanguardia, se non addirittura eversivo e rivoluzionario sul piano politico internazionale, ma è anche il motivo principale per cui essa è assai temuta e osteggiata nei settori politicamente più oltranzisti e reazionari della società italiana, ed è la medesima ragione per cui essa è tradita e disattesa nella realtà concreta.
Non intendo elencare i vari articoli della Costituzione che sono ripetutamente negati e violati, a cominciare dall'art. 11, in cui emerge lo spirito nettamente pacifista e internazionalista della nostra Costituzione: "l'Italia ripudia la guerra (…)", è l'incipit dell'articolo.
Questa è una lezione assai preziosa della nostra storia che oggi, in tempi alquanto bui, segnati dall'indifferenza e dal fatalismo, dall'apatia e dall'antipatia politica, da più fronti e posizioni di stampo revisionista e, dunque, cripto-fascista, si tenta di mettere in discussione, se non addirittura cancellare e negare alle giovani generazioni. Questo "fatalismo", tanto diffuso oggi tra la gente, è il peggior nemico della gente stessa, nella misura in cui induce a pensare che nulla possa cambiare e che tutto sia già deciso da una sorta di destino superiore, da una forza trascendente, contro cui i miserabili e gli umili sarebbero assolutamente impotenti, ma così non è.
In tema di fatalismo, indifferenza e apatia politica, non si può non citare un famoso pezzo giovanile di Antonio Gramsci, intitolato "Odio gli indifferenti", in cui il grande comunista sardo scriveva che vivere vuol dire "Essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia (...) Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti". Questo è senza dubbio il miglior messaggio che si possa offrire e trasmettere alle giovani generazioni, una sorta di inno che attesta in forma lirica e poetica, ma nel contempo, in modo fermo e inequivocabile, l'amore per la vita e la libertà, intese e tradotte in termini di partecipazione attiva, concreta e diretta alle decisioni che riguardano il destino dell'intera collettività umana.
Sempre in materia di assenteismo e di non partecipazione alla vita politica, rammento un bellissimo pezzo di Bertold Brecht, che scriveva: "Il peggior analfabeta è l'analfabeta politico". Non c'è nulla di più vero e di più saggio. Brecht sostiene che l'analfabeta politico "non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell'affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche. L'analfabeta politico è talmente asino che si inorgoglisce, petto in fuori, nel dire che odia la politica. Non sa, l'imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali.". Ed io aggiungo: "delle imprese locali".
Nella circostanza odierna mi preme rilanciare ed esaltare la Politica (con la P maiuscola) in quanto espressione della volontà popolare e della libera creatività dell'animo umano, che si realizza nel confronto interpersonale, nella pacifica convivenza sociale e nella dialettica democratica e pluralista tra persone libere ed uguali sul versante economico-materiale, ma ovviamente diverse sotto il profilo etico-spirituale e culturale. Inoltre, la Politica dovrebbe essere soprattutto un mezzo di aggregazione e di partecipazione sociale, uno strumento concreto, diretto e corale per intervenire sui processi decisionali che interessano l'intera comunità; è una modalità di socializzazione tra gli individui, la più elevata e raffinata forma di socialità umana. Del resto, l'antica etimologia del termine, dal greco "Polis" (ossia: città), indica il senso della più nobile e sublime tra le attività proprie dell'uomo, denota la suprema manifestazione delle potenzialità e delle prerogative attitudinali dell'essere umano in quanto essere sociale. Tale somma ed eccelsa capacità dell'uomo si estrinseca nella Politica in quanto organizzazione dell'autogoverno della Città.
Il senso originario della Politica si è ormai deteriorato, tralignando nella più ignobile e squallida "professione", ovvero nell'esercizio del potere fine a se stesso, un potere riservato a pochi "addetti ai lavori", ai carrieristi e agli affaristi della politica (con la p minuscola). Quella che un tempo era considerata una nobile arte ed un'occupazione elevata dell'uomo, la Politica con la "P" maiuscola, si è totalmente svuotata di senso ed oggi è percepita e praticata quale mezzo per impadronirsi della città e delle sue risorse, umane, materiali e territoriali, ossia una carriera da intraprendere se si vuole mettere le proprie luride mani sulle ricchezze del bilancio economico del Comune che, come tale, dovrebbe appartenere a tutti, un bene gestito direttamente dalla comunità dei cittadini.
La Nuova Resistenza da realizzare oggi è esattamente l'opposizione a questo stato di cose, è la rivolta contro una visione e una pratica del potere in quanto appannaggio di una ristretta cerchia di potenti e di privilegiati, ossia i padroni del Palazzo. Tale situazione va respinta e contrastata con forza, perché quel soggetto organizzato in gruppo, comitato o partito politico, convenzionalmente definito "ceto politico dirigente" (ma sarebbe più giusto chiamarlo "digerente"), non appena ha conquistato il privilegio derivante dal potere esclusivo sulla Città, si disinteressa altamente del bene comune per occuparsi semplicemente dei propri loschi affari di casta, di corporazione o di élite, oppure di singoli individui. Questo stato di corruzione della politica, che non è più un'esperienza di autogoverno della comunità dei cittadini, ma un interesse privato ed egoistico di una minoranza sempre più circoscritta, è la causa principale che ha generato un sentimento di crescente indifferenza e disaffezione dei cittadini verso le vicende della politica, ovvero del governo della Polis, in quanto rappresentativo degli interessi di pochi affaristi e trafficoni, nella misura in cui tale vicende e tali attività sono recepite come estranee e distanti dagli interessi collettivi della gente.
Pertanto, occorre rilanciare l'idea dell'autogestione popolare e dell'autogoverno della comunità dei cittadini, guardando alla viva esperienza dei Municipi autonomi zapatisti e sperimentando nella realtà delle piccole comunità locali l'idea della politica come rifiuto e critica radicali del potere scisso dalla collettività, ossia come partecipazione diretta di aree sempre più vaste della popolazione ai processi decisionali, a cominciare dai canali di controllo e gestione delle spese economiche del bilancio comunale.
La grandiosa utopia della democrazia diretta a livello locale, oggi non solo è possibile ma necessaria, di fronte al nuovo, prepotente fenomeno di natura autoritaria ed antidemocratica, determinato dall'avvento di un nuovo colonialismo che ha generato la crisi e il declino della sovranità democratica, seppure solo formale, degli Stati nazionali. I quali sono di fatto soppiantati dal potere smisurato di organismi economici sovranazionali che dirigono e controllano le dinamiche dell'economia di mercato e dei suoi assetti più propriamente bancari e finanziari, ormai affermati e dominanti su scala mondiale.
Questo fenomeno di globocolonizzazione neocapitalista ha determinato un pauroso incremento e un'ascesa inarrestabile del potere dei gruppi capitalistico-finanziari più forti, in modo particolare delle corporation multinazionali, con danni e costi inimmaginabili e irreparabili per i diritti civili e sindacali, le libertà democratiche, i redditi dei lavoratori del sistema economico-produttivo, di quello industriale prima di tutto, la cui condizione si fa sempre più precaria, vulnerabile e facilmente ricattabile.

Lucio Garofalo

giovedì 24 aprile 2008

CIRIACO DE MITA L'AVREBBE PERMESSO?

Blitz di De Gennaro. Sindaci in rivolta

OTTOPAGINE redazione - 23.04.08, 6:55 am


Un golpe! Nella notte, in viaggio per Pianodardine, le ecoballe in arrivo dagli impianti di Cdr della Campania. L'ordinanza del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti è arrivata alle 17.29, recapitata al Cosmari Avellino 1.

Quattro ore di trattative per la presidente della provincia, Alberta De Simone e il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, per poter prendere visione di un pezzo di carta che potrebbe trasformare l'Irpinia in pattumiera di tutta la regione. Questo, almeno, il rischio paventato dai due amministratori che non hanno mascherato l'indignazione e la delusione per quello che è, a tutti gli effetti, "un colpo di mano".

Nel corso della conferenza stampa, convocata a piazza del Popolo nella tarda serata di ieri, il primo cittadino ha sottolineato quanto - con questo atto - «siano stati vanificati i sacrifici fatti da tutta la provincia di Avellino (allestimento del sito di stoccaggio a Campo Genova,tanto per fare un esempio); così come è stato disatteso l'accordo sulla gestione provinciale a cui si stava lavorando da quattro mesi e di cui, lo stesso De Gennaro, si era detto molto soddisfatto in una delle ultime visite ad Avellino. Ritengo - ha aggiunto Galasso - che questa sia soltanto la prima tappa di un progetto molto più ampio: quello di una mega discarica in Irpinia».

Nessun preavviso per il sindaco di Avellino che ha dovuto apprendere la notizia indirettamente. «Non sono stato avvisato di quello che sarebbe accaduto nella notte - ha detto - in una città che aveva dato la massima disponibilità a fronteggiare e superare l'emergenza con le proprie forze e che ora, invece, si trova presidiata da 700 poliziotti. Sono molto preoccupato per quello che potrà succedere domani (oggi per chi legge, ndr), per l'ordine pubblico, per come potrà reagire la popolazione di fronte a questa notizia. Anche per questo, ho già allertato la Prefettura. Parlo a nome di tutti i sindaci presenti (rappresentanti dei comuni della Valle del Sabato, ndr) metteremo in essere tutte le misure necessarie ad impedire l'ingresso delle ecoballe nel Cdr di Pianodardine».

Si annunciano le barricate, quelle che la De Simone ha immediatamente innalzato predisponendo, di concerto con il comandante dei Vigili urbani, l'ordinanza di chiusura della strada provinciale 242 per Arcella di Montefredane e, ovviamente, di Pianodardine. «E' stata una pugnalata - ha dichiarato la De Simone - proprio perché si tratta di un atto deliberato senza preavviso. Questa non è una democrazia, ma una vera dittatura militare, visto anche il dispiegamento di forze dell'ordine predisposto. Sono avvilita per l'ambiguità che c'è dietro questo gesto. Non è concepibile che arrivino le ecoballe di tutti i Cdr campani nell'area Asi di Avellino senza aver informato il sindaco, colui che avrebbe avuto tutto il diritto di chiedere una verifica preventiva. Quello di De Gennaro è un comportamento scorretto sotto il profilo istituzionale, formale e sostanziale, perché è quello della stessa persona che ha elogiato il nostro piano di provincializzazione. E' stata detta una cosa - ha aggiunto - con la riserva di farne un'altra. Lo stesso è accaduto per Savignano, dove è stato disatteso il nostro piano che prevedeva soltanto lo sversamento di fos e sovvalli irpini. Savignano prima, ora Pianodardine e poi l'Alta Irpinia: un affronto per la nostra provincia, già messa duramente alla prova dal sisma. Arrivano di notte come i ladri». La De Simone ha, dunque, predisposto il divieto di transito per i mezzi pesanti e, insieme al sindaco Galasso e a tutti gli amministatori presenti, organizzato il blocco dell'ingresso del Cdr con tutti i mezzi a disposizione della Provincia, dei Comuni e dell'Asa. Intanto, dalle 6,30 di questa mattina, Asl ed Arpac - su richiesta di Galasso - sono sul posto per verificare la natura delle ecoballe. Inoltre, sempre questa mattina, saranno contattati i sindaci dei 119 comuni irpini ai quali la De Simone e Galasso chiederanno il gesto simbolico di consegnare la fascia tricolore in Prefettura. Dal Cosmari arriva anche la notizia che l'impianto di Pianodardine può, al momento, ospitare soltanto 3 mila ecoballe. Questa, infatti, la capienza dell'unica piazzola pronta ad accogliere eventuali rifiuti.

ULTIM'ORA - Alle 23 e 30 tutta l'assemblea si è spostata dalla casa comunale di Avellino all'impianto di Cdr di Pianodardine. Il tempo di recuperare le fasce tricolore e la zona è stata presidiata. In centinaia i sindaci, i consiglieri provinciali, i consiglieri comunali di tutti i comuni della media Valle del Sabato e non solo, hanno deciso di attendere e cercare di fermare con tutti i mezzi a loro disposizione i camion che dovrebbero trasportare le ecoballe alla piattaforma di Pianodardine.

Tutti guidati dalla presidente della Provincia Alberta De Simone che ha chiesto ed ottenuto lo schieramento di tutte le forze dell'ordine locali. In arrivo, dunque, anche tutte le polizie municipali e quella provinciale, che dovranno innanzitutto impedire il passaggio dei mezzi pesanti dopo le ordinanze di divieto di transito della provincia e dei comuni. Ma anche cercare di occupare la carreggiata per ostacolare il passaggio delle ecoballe provenienti da tutti i Cdr campani.


MENO MALE CHE SILVIO C'E' ...

da http://it.youtube.com/watch?v=VI6G6DWSGZ0&feature=related



Parco regionale dell'irpinia d'oriente

PARCO REGIONALE DELL’IRPINIA D’ORIENTE

Nella mappa pubblicata sul blog della comunità provvisoria una prima bozza dell’area del parco naturale paesaggistico dell’Irpinia d’Oriente.

CLICCARE SUL LINK SEGUENTE
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/04/23/parco-regionale-dellirpinia-doriente-prima-uscita-domenica-4-maggio-a-sandrea/

E’ una bozza e serve per iniziare a sognare e a discutere.

Inizieremo con un incontro DOMENICA 4 MAGGIO alle ore 16 a S.ANDREA DI CONZA

NO ALLA MEGA DISCARICA in ALTA IRPINIA - partecipa alla discussione sul blog, serve una mano…
comunicato della COMUNITA’ PROVVISORIA agli organi di stampa dell’Irpinia

martedì 22 aprile 2008

"Il sindaco Forte sia più cauto nei giudizi sulla storia di S.Angelo"

dal 'Corriere dell'Irpinia'
SANT'ANGELO DEI LOMBARDI -A distanza di pochi giorni dal risultato delle elezioni amministrative, il candidato della lista "Del Goleto per Sant'Angelo", analizza i risultati elettorali.
La sua lista ha incassato circa trecento voti. E' soddisfatto per il risultato elettorale della sua coalizione?
Diciamo subito che i detentori del potere reale del paese, Rosanna Repole, Antonio Petito, Mario Sena e Gaetano Sicuranza, sostenevano schieramenti opposti, c'è poi da dire che i primi due hanno sostenuto la lista di centro destra di Michele Forte, mentre Sena e Sicuranza hanno cercato, con il loro sistema di potere di sostenere un candidato sindaco ( Enzo Forte) che si è autocandidato solo per essere stato " battezzato" dall'onorevole Ciriaco De Mita e non dalle forze di centro sinistra.
Oltre a questo, c'è da rimarcare che il mondo dell'associazionismo e delle professioni si è schierato compatto in una competizione finalizzata alla conservazione degli equilibri di potere esistenti. Sia vecchi che nuovi.
Tra le altre cose, anche la residuale forza di sinistra (Rifondazione Comunista) nonostante fosse l'unico partito ufficialmente organizzato nel nostro paese, era privo di qualsiasi forma di consenso elettorale, così come è emerso dai risultati.
Tutto ciò ha reso difficile impostare una campagna elettorale per far confluire sulla mia lista un vero voto di sinistra, di rinnovamento e di opinione. ma tutto questo ha anche determinato la sconfitta di Mario Sena nel dualismo con gli esponenti del Pd guidati da Rosanna Repole e la vittoria della lista di Centro Destra di Michele Forte, nonché la distruzione di quel centrosinistra che si era formato nel 1995.
L'attuale sindaco Michele Forte ha smentito ancora una volta che la sua lista è connotata nel centro destra. E' sempre convinto del contrario? Sono convinto di questo, perché chi non espone il proprio orientamento politico, in maniera chiara, storicamente è sempre stato definito un uomo di destra e nell'ipotesi più benevola di centro.
A ciò si aggiunge che ad elaborare la lista di Michele Forte hanno contribuito con propri candidati: il partito del Pdl capeggiato dal coordinatore altirpino Vincenzo Lucido, da Domenico Finno presidente provinciale di Azione Giovani e da Rosario del Priore e Armando Raffone, rispettivamente esponenti di Forza Nuova e di Alleanza Nazionale.
A questo, lungo il "viaggio elettorale" si è aggiunto in maniera chiara ed evidente il sostegno sia con la presenza che con i voti dell'ex sindaco Antonio Petito iscritto al partito di Berlusconi. Tutti questi esponenti, tranne il più giovane, provengono da quel trentennio, citato da Michele Forte in cui è stata scritta la pagina storica più triste e negativa della gestione amministrativa.
Voglio ricordare al sindaco che il suo capolista è stato dal 1980 al 1990, il vero sindaco di S. Angelo e dal 1992 al 1995 il sindaco effettivo del paese, gli anni in cui venivano definite le linee di sviluppo e la rinascita del paese essendo stati impegnate e utilizzate tutte le risorse economiche affluite a seguito del sisma del 23 novembre 1980.
La dimostrazione di quanto affermo è data dal risultato della competizione elettorale del 1995, in cui vi fu una netta bocciatura dell'esperienza e del sindacato di Vincenzo Lucido e la stragrande vittoria dell'Ulivo che vedeva il sottoscritto vincente.
Pertanto, inviterei il sindaco ad essere più attento ad esprimere giudizi sugli uomini che hanno governato il paese nell'ultimo trentennio in quanto alcuni di loro sono nella sua lista ed altri, di fatto, di fatto lo hanno eletto sindaco. Non so se lo hanno sostenuto per accordi personali o politici.
Alla luce delle elezioni politiche ed amministrative, come giudica l'attuale quadro politico locale?
Dai dati elettorali complessivi del nostro comune è netta l'affermazione della destra e la fine dell'esperienza del centro sinistra.
Ciò è reso ancora più evidente dal fatto che gli esponenti del partito Democratico capeggiati di Rosanna Repole e Giancarlo Cetta, non sono ufficialmente presenti in consiglio comunale e la parte del Pd rappresentata da Mario Sena pur presente in consiglio esce sconfitta dal risultato elettorale.
Personalmente l'ho evidenziato anche nella campagna elettorale, affermando di mettere a disposizione del centro sinistra la mia esperienza di uomo di sinistra per ricostruire un nuovo centro sinistra che poteva essere presente in consiglio comunale e che poteva competere con le forze del centro destra presenti a Sant'Angelo. Ciò non è avvenuto perché l'area del Pd non ha votato la mia lista, bocciando la proposta.
Lei è l'unico rappresentante della sua lista presente in consiglio comunale. Che tipo di opposizione intende fare?
Non conoscendo ancora il programma della lista vincente e non avendo nessun altro elemento per capire come gli stessi amministratori intendono amministrare, mi riservo qualunque giudizio e qualunque forma di opposizione.
Sapendo che conosco bene i problemi di questo paese, le aspettative dei cittadini e le risorse economiche presenti nelle casse comunali.
Con la vittoria della lista di centro destra, posso dire, che i rapporti politici e istituzionali con gli enti sovracomunali (comunità montana, provincia e regione) saranno sicuramente conflittuali rischiando di aggravare ulteriormente la paralisi amministrativa già esistente.
Redazione Provincia

lunedì 21 aprile 2008

PIU' POLITICI E IMPRENDITORI... MENO DONNE E OPERAI

Il Parlamento dei cinquantenni. Più avvocati e funzionari di partito

21 aprile 2008
Il Parlamento che si sta preparando al debutto del 29 aprile non sarà certo ricordato per la presenza dei giovani, esaltata dai proclami elettorali, né per il numero elevato di donne. Sarà invece annoverato come il Parlamento dei cinquantenni, degli avvocati e dei rieletti.
Nonostante le promesse pre-voto, sugli scranni di Camera e Senato saranno poche le differenza di sesso ed età rispetto all'attuale legislatura, prossima alla chiusura. Un segnale che mostra come la politica continui ad affidarsi a candidati maturi e nella maggior parte dei casi uomini.

Sono i risultati delle elaborazioni effettuate dal Sole 24 Ore prendendo in considerazione gli eletti certi e considerando anche le opzioni. Poiché al momento solo il Pd ha ufficializzato le scelte dei pluri-eletti, è stato adottato il criterio di indicare come ciroscrizione di elezione quella che il pluri-candidato ha scelto alle politiche del 2006 e, di conseguenza, di designare nelle altre circoscrizioni il primo dei non eletti. Per quanto questo lasci alcuni margini di incertezza, il risultato finale non viene comunque inficiato da scelte diverse che i pluri-eletti dovessero fare al momento dell'insediamento delle Camere. Lo scenario del Parlamento futuro, insomma, è quello che i numeri riportati in questa e nelle successive due pagine disegnano.

Per esempio, circa le classi di età. Gli over 50 rappresentano il 37,8% dei deputati e il 45,1 dei senatori. Numeri molto simili rispetto al "vecchio" Parlamento, dove gli onorevoli sulla cinquantina rappresentavano il 39,7% a Montecitorio e il 40% a Palazzo Madama. A fronte di ciò, è sempre scarsa la presenza dei giovani – la fascia dai 25 ai 30 anni – che, a dispetto delle numerose candidature, risultano appena l'1% dei deputati. È uno degli effetti del sistema elettorale, che non consente l'indicazione di preferenze e premia chi nelle liste – formate dalle segreterie dei partiti – occupa la posizione di testa. E i giovani, pur presenti, erano quasi sempre nelle retrovie. Un dato in linea con quanto registrato in passato.

Analoga considerazione si può fare sulla bassa rappresentanza delle donne, che alla Camera raggiungono il 21,1%, mentre al Senato si fermano al 17,8%. Si tratta di piccoli incrementi rispetto alle quote rosa della legislatura che sta per finire: il 17,3% a Montecitorio e il 14% a Palazzo Madama.
A caratterizzare le nuove Camere sarà anche la scarsa presenza di volti nuovi: le matricole sono il 40,5% a Montecitorio e il 35,6% a Palazzo Madama. La maggior parte dei parlamentari – il 59,5% alla Camera e il 64,4 al Senato – non dovranno abbandonare il Palazzo. Nessun trasloco. Come, d'altra parte, accadde nel 2006, quando i riconfermati alla Camera furono il 56,7% e al Senato il 62,2%. Un certo ricambio c'è stato, tra le ultime legislature, solo nella XII, quando i neoletti raggiunsero il 69,2% a Montecitorio e il 68,3 a Palazzo Madama.

Un tratto distintivo del nuovo Parlamento è la presenza degli avvocati. La categoria ha riconquistato la vetta della graduatoria delle professioni: sono il 14% alla Camera e il 14,3 % al Senato. Forte presenza anche di altri professionisti – ingegneri, architetti, biologi, consulenti – che raggiungono il 12,9% fra i deputati e il 16,2% fra i senatori. Un vero e proprio balzo in avanti rispetto alla situazione attuale della Camera, dove quelle categorie si fermano al 5,7 per cento.
In crescita anche gli imprenditori – sono il 10,6% alla Camera e l'11,7 al Senato – mentre si conferma di peso la presenza di parlamentari provenienti dai partiti o dal mondo politico. I cosiddetti professionisti della politica saranno il 12,9% dei deputati e il 7,3% dei senatori. Ben rappresentati anche i giornalisti, che sono il 10,5% alla Camera e il 7,3% al Senato, è rimasta inalterata rispetto al passato. Arretrano, invece, i docenti, nella cui categoria sono compresi insegnanti e professori, la cui percentuale alla Camera è scesa del 4% (erano il 13,6%) e a Palazzo Madama, del più del 5% (saranno il 12,4% contro il 18 della legislatura che volge alla fine).
Certamente il nuovo Parlamento non sarà identificato con gli operai e gli impiegati, che si attestano al 4,9% a Montecitorio e al 4,1% tra i banchi di Palazzo Madama, a fronte dell'11,4% alla Camera e 6,6% di ora.

A cura di Antonello Cherchi, Luciano Fassari, Francesca Malaguti, Serena Riselli, Alessandra Tibollo

Gargani: scelte non territoriali (ieri) ... a beneficio del territorio (oggi)

Gargani (Pdl) deluso: il partito ha ignorato la mia proposta di candidatura alla Regione

L'eurodeputato si era proposto per le future amministrative. Ma nessuno gli ha risposto. «Non è stata apprezzata mia generosità»

NAPOLI - Giuseppe Gargani aveva battuto un colpo: mi propongo come candiato per la Regione. Però nessuno, per ora, gli ha risposto. «Un appello ignorato dai vertici del partito» si lamenta oggi l'eurodeputato del Pdl «Devo constatare che il mio appello - ha detto Gargani in una conferenza stampa convocata a Napoli - non è stato valutato dal Pdl o addirittura è stato ignorato. Non è stata apprezzata la mia generosità - ha aggiunto - e la mia disponibilità a farmi carico di una situazione drammatica nell'interesse della coalizione e dei nostri cittadini, e questa credo sia una cosa grave».
«CANDIDATURE IMPROBABILI» - L'esponente del Pdl, che non corre in nessuna lista per le politiche di domenica prossima, ha inoltre commentato le candidature presentate dal suo e dagli altri partiti come «occasionali e improbabili» perchè, non essendo «territoriali», «aggravano la temibile crisi che attraversa la politica con la mortificazione della rappresentanza parlamentare che è valore assoluto e indispensabile della democrazia».
07 aprile 2008


Discariche in Irpinia, Gargani: «Addossare le colpe al prossimo governo è perversa strumentalizzazione»

Gianluca Rocca - 19.04.08, 2:51 pm
Dall'onorevole Giuseppe Gargani, parlamentare europeo: «De Gennaro aveva commissionato uno studio sull'intero assetto organizzativo in tema di raccolti di rifiuti che era conosciuto da oltre un mese da politici ed amministratori locali, i quali sanno bene che le proposte dei tecnici non sono decisioni politiche, finora certamente non adottate. In materia così delicata quindi sono perverse le strumentalizzazioni politiche che questa volta hanno indotto in errore la stampa locale. Sorprende che a farle sia stata la Presidenza dell'Amministrazione Provinciale che in verità è attenta e giudiziosa pur essendo già responsabile dell'apertura della discarica di Svignano. Le sconfitte politiche in genere offuscano la ragione che questa volta ha dunque immaginato di attribuire al prossimo Presidente del Consiglio Berlusconi la responsabilità di una maxi discarica in Alta Irpinia. Insieme alla delegazione dei parlamentari appena eletti mi sento di smentire ogni ipotesi come questa artatamente messa in giro che non rispetti il nostro territorio e le nostre comunità. I governi regionale e provinciali sono stati e sono responsabili della violenza perpetrata sul territorio regionale e provinciale e gli elettori hanno mostrato di essere consapevoli di questo. I responsabili abbiano ora il buon senso di tacere».


da
http://www.ottopagine.it/

domenica 20 aprile 2008

ED ECCO IL RISULTATO....

Incontro con Berlusconi. A Formigoni potrebbe andare la presidenza del Senato

Vertice ad Arcore: Bossi alle Riforme
Alla Lega anche il Viminale, torna Maroni

Ai leghisti anche l'Agricoltura e un vicepresidente del Consiglio Calderoli). Castelli verso il Pirellone

MILANO - Verso le 20,30 i verdetti sono arrivati. Li ha annunciati Umberto Bossi, leader della Lega, al termine del vertice ad Arcore, nella residenza di Silvio Berlusconi. C'era da decidere la «quota» della Lega nel governo che Berlusconi dovrà formare e la decisione è stata presa. «Sono soddisfatto - ha detto Bossi lasciando villa San Martino - se le cose sono così sono soddisfatto. Io vado al ministero delle Riforme. Il ministero dell'Interno va a Roberto Maroni, la vicepresidenza del Consiglio a Calderoli e il ministero delle Politiche agricole a Luca Zaia». Da aggiungere un altro particolare: se come probabile, Roberto Formigoni, attuale «governatore» della Lombardia, otterrà la presidenza del Senato, ci sarà un'altra importante poltrona, quella della presidenza della Regione Lombardia, cui ambisce la Lega Nord, anche per forti motivi simbolici. E viste le «assegnazioni» ministeriali decise ad Arcore, il candidato sarà Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia.

LE IPOTESI PRIMA DELL'INCONTRO - Il vertice era cominciato intorno alle 1. Oltre al Cavaliere, c'erano Giulio Tremonti e Sandro Bondi per il Pdl e Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli per il Carroccio. L'incontro era stato fissato per lunedì pomeriggio ma è stato anticipato di un giorno, sperando di chiudere con un giorno di anticipo la composizione del nuovo governo. Nelle prime ipotesi a Maroni sarebbe toccato un «superministero» con le Attività produttive e la delega sulle Comunicazioni Invece la decisione finale lo fa tornare a un incarico delicato, quello di ministro dell'Interno, già ricoperto nel 1994, nel primo governo Berlusconi, durato tuttavia molto poco proprio per il «ribaltone» della Lega che vide in quell'occasione Maroni contrario alla linea scelta da Bossi. Il Viminale era comunque «conteso» dal Pdl. La Lega deve avere insistito per aggiungere significato simbolico alla campagna sulla «sicurezza» e per le posizioni assunte sui temi dell'immigrazione. Era scontato invece che la Lega ottenesse il ministero che i occupa di Riforme, visto che cercherà di rimettere in campo le norme approvate nel finale della legislatura nel precedente governo berlusconiano e poi cancellate dal referendum. Meno prevedibile invece che alla Lega toccassero le Politiche Agricole, con il leghista veneto Zaia.


20 aprile 2008

da http://www.corriere.it/politica/08_aprile_20/vertice_arcore_berlusconi_bossi_46580e86-0ef8-11dd-b370-00144f486ba6.shtml?fr=box_primopiano

A SANT'ANGELO ABBIAMO VOTATO ANCHE PER LUI




da http://it.youtube.com/watch?v=GaA8PNdz1E0

sabato 19 aprile 2008

Cronaca/ Rifiuti illegali verso l'Alta Irpinia: sequestrati altri due tir

Gianluca Rocca - 19.04.08, 9:52 am
Altri due tir che trasportavano rifiuti pericolosi verso l'Alta Irpinia, senza nessuna autorizzazione, sono stati intercettati e sequestrati dai carabinieri; denunciati i due autisti, tra l'altro due pregiudicati, e le rispettive ditte di appartenenza, una del Napoletano e una del Salernitano.
L'operazione rientra nel dispositivo di controlli coordinati dal comando provinciale rinforzati negli ultimi mesi nell'ambito dell'attività di contrasto al diffuso fenomeno della raccolta e del trasporto illecito di rifiuti pericolosi lungo le principali strade che attraversano l'Alta Irpinia.
In quest'ultima operazione sono stati fermati due tir con 2 pregiudicati a bordo, provenienti dal Napoletano, alle quali venivano contestate gravi irregolarità e violazioni in relazione al trasporto ed alla raccolta illecita dei rifiuti pericolosi.
Ulteriori verifiche sull'identità delle persone fermate permettevano di accertare che a loro carico vi erano numerosi precedenti penali, pertanto i carabinieri oltre a procedere al sequestro dell'autocarro sovraccarico degli oltre 60 quintali di materiale ferroso, rottami inquinanti, radiatori in alluminio, scarti di rame e diverse batterie esauste, trasportati nella totale assenza delle autorizzazioni prescritte dalla normativa in materia ambientale, per un valore complessivo di circa 65 mila euro, denunciavano in stato di libertà i due pregiudicati per trasporto illecito di rifiuti e ne proponevano il rimpatrio con foglio di via obbligatorio.
A seguito di ulteriori controlli, lungo la SS7 Ofantina bis, i Carabinieri hanno intercettato un altro autocarro che trasportava rifiuti non pericolosi miscelati altri rifiuti speciali e nocivi: sebbene il conducente fosse in possesso dell'autorizzazione al trasporto di rifiuti non pericolosi risultava, però, sprovvisto della prescritta autorizzazione al trasporto di quelli pericolosi.
L'autocarro con il relativo carico di materiale ferroso, rottami inquinanti, radiatori in alluminio, scarti di rame e diverse batterie esauste, è stato sequestrato, per un valore complessivo di 95mila euro e sono scattate due denunce: una per l'autotrasportatore e una per il responsabile della ditta di trasporti del Salernitano per trasporto illecito di rifiuti e per aver miscelato senza la prescritte autorizzazioni i rifiuti nocivi a quelli non pericolosi.
Anche in questo caso nei confronti dei due pregiudicati salernitani veniva proposto il foglio di via obbligatorio.

da http://www.ottopagine.it/

Comunicato stampa a cura dell'Istituto Maffucci di Calitri

comunicato stampa a cura dell’Istituto Maffucci di Calitri, preside Prof. Gerardo Vespucci

con preghiera di evidenza fino all’edizione di giovedì 24

“PRIMAVERA IRPINA, la scuola apre al territorio” questo lo slogan della manifestazione che si terrà Giovedì 24 aprile all’Istituto “Maffucci” di Calitri, diretto dal preside Gerardo Vespucci.

Ci saranno una serie di eventi coordinati e presentati dal docente architetto Antonio Iannece: l’Istituto d’Arte adotta Monteverde, apertura della nuova Gypsotheca e presentazione delle attività artistiche e laboratoriali degli allievi.

Si inizia alle 9,30 con l’apertura della Mostra Didattica dell’istituto d’arte curata dal docente Giacomo Di Cosmo e con la partecipazione del docente del Liceo di Lacedonia Maria Venezia.

Alle 11,30 l’evento portante della manifestazione, la video-mostra conferenza sul “Recupero integrato dell’Abbazia del Goleto”, relatori l’architetto Angelo Verderosa e l’architetto Giovanni Maggino.

“Saranno esposti e proiettati i lavori dello studio di architettura “Accanto”, formato da giovani professionisti irpini, che ha puntato tutto sull’alta qualità delle opere realizzate; architetti, ingegneri, paesaggisti e artisti che hanno deciso di lavorare qui, pensando che anche qui è possibile una vita e una dimensione culturale migliore restando in dialogo con il trend internazionale, anche attraverso le potenzialità del Web. Le opere che saranno presentate hanno ricevuto riconoscimenti nazionali, pubblicate su riviste di settore e susiti internet . Tra tutte prevarrà l’attenzione sull’Abbazia del Goleto, premiata a “Intraluoghi 2007-2008”, di sicuro il monumento più importante dell’Irpinia e tra i più significativi a livello regionale” (commento del Prof. Iannece).

“La scuola mostra sé stessa con entusiasmo e trasparenza e con la ferma volontà di aprire un dialogo con il territorio dell’Irpinia”, dichiara il neo-dirigente dell’Istituto Superiore di Calitri, Prof. Gerardo Vespucci. “I ragazzi del Liceo Scientifico, dell’Istituto Tecnico Commerciale e dell’Istituto Statale D’Arte sono entusiasti dell’iniziativa e da tempo lavorano per l’accoglienza degli allievi delle altre scuole irpine. Parteciperanno difatti rappresentanze dei docenti e degli allievi degli Istituti Scolastici d’istruzione Superiore di S.Angelo Dei Lombardi, Montella, Bisaccia, Lioni”.

L’iniziativa è patrocinata e curata dal Lions Club di Morra De Sanctis – Alta Irpinia, dalla Provincia di Avellino e dalla Comunità Montana Alta Irpinia.

Sono previsti interventi al convegno di Fr. Paolo Maria Barducci, Rettore dell’Abbazia del Goleto, del Sindaco di Monteverde, Franco Ricciardi e del Sindaco di Calitri, Giuseppe Di Milia. Le conclusioni sono affidate all’Ing. Otello Natale del Lions Club Alta Irpinia.

per informazioni : tel .0827 38394 -38163 fax 0827 318856 e.mail: itc.calitri@tin.it www.scuolemaffucci.it

venerdì 18 aprile 2008

Elezioni 2008

ELEZIONI 2008. LA SINISTRA SUICIDATA, IL NUOVO FASCISMO E LE FUTURE LOTTE CONTRO IL"VELTRUSCONISMO"

ovvero

Come predicare male, razzolare peggio ed essere bocciati dagli elettori

Il terremoto politico-elettorale avvenuto nei giorni scorsi, ha provocato effetti a dir poco devastanti, delineando un quadro parlamentare davvero singolare e senza precedenti (se si eccettua l'unico precedente che risale al Ventennio fascista).

Uno scenario imprevisto ed imprevedibile, almeno nella vastità e nelle proporzioni drammatiche in cui si è determinato. Un disastro politico simile alla situazione di illegalità e di messa al bando procurata dall'avvento al potere del partito fascista di Benito Mussolini, con l'instaurazione della dittatura e l'espulsione violenta delle forze di opposizione presenti nel Parlamento dell'epoca, in modo particolare del partito comunista e di quello socialista. Con la differenza, non secondaria, che nel caso odierno non c'è stato bisogno di ricorrere a provvedimenti apertamente reazionari e antidemocratici. In un colpo solo si è consumata la dissoluzione delle "sinistre", espulse in toto dal Parlamento italiano. Questo è, nei fatti, il risultato più evidente ed eclatante del nuovo "fascismo" mascherato da "antifascismo", del nuovo "golpismo istituzionale" camuffato da Partito Democratico + Popolo delle Libertà, che in sintesi si chiama "Veltrusconismo". Il "golpe veltrusconiano" ha cancellato con una soluzione "morbida" e "pacifica" tutti i partiti di sinistra. I quali non hanno fatto nulla per impedire il proprio "suicidio" politico. Anzi, direi che le forze di "sinistra" hanno permesso tutte le forme di autolesionismo possibile ed immaginabile, tutto ciò che si poteva concedere all'avversario veltrusconiano per farsi male in modo serio e (forse) irreparabile. Con gli esiti a dir poco catastrofici che sono evidenti a tutti.

Ma vediamo in quale modo si è tradotto l'autolesionismo della sedicente "sinistra" (ex)parlamentare italiana. Una "sinistra" ormai estinta, umiliata e declassata al rango di un movimento politico extraparlamentare, senza possedere più alcun rapporto organico con i soggetti della realtà sociale, senza avere più l'abitudine e tanto meno la vocazione alla prassi e all'attività extraparlamentare.

La liquidazione della sinistra parlamentare borghese è stata una morte annunciata da tempo, ma il principale responsabile del disastro si chiama (in)Fausto Bertinotti. Il quale ha raccolto esattamente quanto ha seminato negli ultimi anni. Ma nemmeno la più pessimistica delle previsioni poteva prefigurare e vaticinare lo tsunami che ha annientato totalmente la presenza della sinistra parlamentare in Italia.

Senza dubbio l'astensionismo di sinistra ha inciso in modo consistente sull'esito del voto che ha penalizzato duramente i dirigenti e i rappresentanti della cosiddetta "sinistra radicale". In questi ultimi due anni la sinistra filo-governativa ha predicato male e razzolato peggio. Per questo gli elettori hanno deciso di punirla amaramente.

Nel contempo, il nuovo "fascismo veltrusconiano" ha contribuito all'estromissione dalla scena parlamentare della sinistra borghese, senza porre in essere procedimenti autoritari o violenti, ma facendo semplicemente ricorso ad una vasta e capillare campagna propagandistica a favore del "voto utile", che ha convinto non pochi elettori della "sinistra radicale" ad appoggiare il partito di Veltroni.

La situazione politica odierna è, di fatto, quella di un regime senza colpo di stato, un fascismo privo della dittatura militare. Il nuovo Duce si chiama Veltrusconi. Pasolini docet: "il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo".

Infatti, il quadro politico-parlamentare determinato dalle ultime elezioni, risulta assai più inquietante e pericoloso del fascismo propriamente inteso, per la semplice ragione che l'affossamento della sinistra parlamentare borghese è avvenuto in una cornice di apparente democrazia, ovvero senza l'avvento di un colpo di stato militare che abbia messo fuorilegge i partiti di sinistra. I quali si sono in pratica "suicidati" (quasi) da soli. Gli avversari si sono limitati ad assecondare gli eventi.

Tale risultato si è rivelato addirittura traumatico, inducendo alcuni osservatori e personaggi politici che sono in qualche misura riconducibili al fronte dell'ultra-conservatorismo (quali, ad esempio, Giulio Tremonti) a temere l'attuale scenario, nella misura in cui le contraddizioni sociali e materiali, i conflitti di classe presenti nel mondo del lavoro, le vertenze e i contrasti insiti nella realtà del paese, potrebbero assumere un carattere di insanabilità, in quanto non sarebbero più governabili e suscettibili di mediazioni politico-istituzionali. In pratica si teme e si paventa che l'assenza di rappresentanza parlamentare della sinistra possa generare antagonismi sociali esplosivi, fenomeni di recrudescenza politica difficilmente gestibili. Inoltre, con il quadro parlamentare appena uscito dalle elezioni, mi pare assai facile prefigurare un tentativo di stravolgere il testo della Costituzione attraverso una sorta di "grande inciucio", ossia un'ampia intesa di stampo "veltrusconiano" sul terreno delle cosiddette "riforme costituzionali", tanto attese ed invocate non solo dalla coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, Bossi e Fini.

Pertanto, le elezioni si sono riconfermate un rito vuoto ed inutile, ma soprattutto un meccanismo assai pericoloso ed ingannevole, specie se tale pratica è scissa e distante dal corpo reale della società e della Politica (con la P maiuscola), divenendo un'appendice assolutamente funzionale agli interessi di parte delle forze dominanti. L'elettoralismo è dunque una malattia, che infatti si manifesta attraverso i sintomi di un forte stato febbrile. L'elettoralismo è un potente sedativo in mano alla borghesia e ai poteri dominanti, una "droga" spirituale usata per addormentare la coscienza delle masse. Le elezioni servono soprattutto a rincretinire le classi lavoratrici e a distrarle dal loro compito rivoluzionario. Deviare e allontanare le masse operaie dal terreno della lotta di classe, per incanalarle e impantanarle nella palude melmosa dell'elettoralismo e del parlamentarismo borghese, è sempre stato un obiettivo necessario per la salvaguardia e la conservazione del potere detenuto dalla borghesia capitalista. Ma la democrazia borghese non è solo una truffa, un'illusione: essa è un'emanazione generata dallo stesso modo di produzione capitalistico-borghese che di fronte al mercato rende tutti uguali, ovvero omologati, tutti venditori e compratori allo stesso tempo. Un infame ingranaggio che costringe le persone a produrre e consumare per un'intera esistenza e infine crepare, condannandole a un destino miserabile e degradante. Un sistema brutale ed alienante, fondato sull'economia di mercato, sull'aziendalismo esasperato, sulla proprietà privata, sul principio (pericoloso e mistificante) dell'individualismo e della competizione sfrenata tra gli individui, messi l'uno contro l'altro ("homo homini lupus"). La democrazia rappresentativa borghese concepisce la società come una somma di individui atomizzati, ognuno con i suoi criteri di scelta e di giudizio, con una propria coscienza, con un proprio destino, senza alcun legame di solidarietà, di interdipendenza e di condivisione con la coscienza e il destino altrui.

Il cretinismo parlamentare, una delle principali caratteristiche degenerative della politica democratico-rappresentativa borghese, consiste proprio nel considerare il singolo individuo come il motore della storia, come l'agente determinante dei possibili miglioramenti o peggioramenti della vita sociale. Ma in cuor loro, le classi dominanti, benché stordite dai loro stessi inganni, sanno che la realtà sociale segnata dalle contraddizioni e dagli antagonismi di classe, si rivolterà inevitabilmente contro di esse.

Berlusconi e Veltroni, e le loro differenti alleanze politico-elettorali, rappresentano sostanzialmente i due principali poli economico-finanziari contrapposti. Col pretesto di combattere e scongiurare il rischio che il governo cada nelle mani della "destra", tutti i "sinceri democratici" tendono ad abbracciarsi e sostenersi a vicenda, recandosi alle urne per votare la (falsa) "sinistra".

Si pensi ad un partito sedicente "comunista" come Ri(af)fondazione, diviso da sempre tra un'anima elettoralista e una vocazione governista, da un lato, e spinte movimentiste ed operaiste dall'altro. Un partito la cui direzione (non solo i quadri dirigenti, bensì pure la base militante) mirava alla formazione di un blocco elettorale di sinistra, il più aperto ed ampio possibile, per battere la destra berlusconiana. Mai che qualcuno nel PRC avesse solamente ipotizzato che l'epicentro della lotta per il potere reale fosse collocato all'esterno del gioco elettorale e parlamentare, ed implicasse la formazione di uno schieramento e di un blocco di classe, non di votanti e relative schede elettorali. Non si tratta di due strade praticabili contestualmente, ma di due percorsi opposti e divergenti. Infatti, le forze democratico-riformiste che hanno nella democrazia parlamentare il loro ossigeno non riescono a fuoriuscire da quello stato "ambientale" per misurarsi decisamente sul terreno di classe. Non si conoscono ancora esempi di partiti comunisti a carattere "anfibio".

Per ridestarsi da decenni di rincoglionimento e cretinismo elettorale e parlamentare (pseudo)democratico, il proletariato dovrà con ogni probabilità essere scosso da terremoti economici e sociali di grandi dimensioni e di grande intensità e profondità. Solo allora i proletari massacrati in tutto il mondo ritroveranno l'unica risposta di classe che la storia riserva loro. E manderanno al diavolo i parlamenti liberal-borghesi e le (inutili) schede elettorali.

La vera sinistra potrà risorgere solo se saprà fare una seria autocritica e ripartire dai bisogni concreti e dalle vertenze reali della sua gente, ovvero i lavoratori. Il terreno più fertile e congeniale per la sinistra di classe è da sempre il mondo delle lotte e dei diritti del lavoro salariato, la base del movimento operaio e sindacale. La vocazione storica, la natura e l'attitudine della sinistra realmente antagonista, coincidono con le lotte e le vertenze dei lavoratori, con le tendenze e i bisogni effettivi delle masse operaie, non con le competizioni elettorali e tanto meno con le opzioni riformiste e governiste, che invece non pagano e non ottengono mai nulla.

Concludo citando Ernesto Che Guevara, il quale sosteneva che le sconfitte, specie quelle più amare e brucianti, possono rivelarsi nel tempo anche più utili ed istruttive di una vittoria troppo facile ed esaltante. Non a caso, la "vittoria" del 2006 ha arrecato molti danni preparando il terreno all'attuale disfatta, in quanto ha alimentato e favorito un progressivo distacco della sinistra parlamentare dalla realtà drammatica e dolorosa dei bisogni e delle lotte delle masse popolari. Non sono pochi i quadri dirigenti che si sono montati la testa, assumendo atteggiamenti di arroganza, superbia e cecità nei confronti del legittimo dissenso espresso in diverse circostanze dalla base militante (soprattutto la base operaia, che di conseguenza ha voltato le spalle), per cui molti attivisti e simpatizzanti della cosiddetta "sinistra radicale" si sono disaffezionati e allontanati in modo crescente, decidendo infine di astenersi dal voto per punire duramente chi aveva deluso e tradito le attese e le speranze suscitate nel popolo della sinistra proprio dalla "vittoria" ottenuta nel 2006. Sono trascorsi appena due anni solari, eppure quella data sembra distante anni luce dall'attuale momento storico.

Lucio Garofalo

NON E' IL TIBET E' LA NOSTRA TERRA.... L'IRPINIA

Soltanto cittadini inermi preoccupati per la salute dei propri figli







da http://it.youtube.com/watch?v=lltTOfVQcVE&feature=related

ECCO I SOLI COLPEVOLI....

Per il blocco di via Cardito ecco le multe ai manifestanti

Gianluca Rocca - 18.04.08, 8:05 am

E' il questore stesso a spiegare cosa significhino quelle dieci multe consegnate ieri ad alcuni dei manifestanti del due aprile scorso (quando venne bloccata al traffico, in segno di protesta antidiscarica, un tratto della strada che passa per rione Cardito): «Effettuare un blocco stradale è un reato che è stato depenalizzato. Non configura più un reato penale, ma una semplice infrazione da punire con ammenda amministrativa». Quel due aprile era il giorno in cui a Pustarza arrivarono le ruspe del commissariato per avviare i lavori di costruzione della nuova discarica. Alcune centinaia di manifestanti si ritrovarono quindi a rione Cardito per protestare contro quella che ancora oggi ritengono sia un'ingiustizia: e cioé la costruzione di una nuova discarica regionale a pochi passi dalla vecchia discarica di Difesa Grande. Furono transennati i due accessi alla strada e molte auto furono costrette ad effettuare un lungo percorso alternativo per raggiungere la parte alta di Ariano o, nel senso inverso, per immettersi sulla strada Nazionale delle Puglie verso Avellino. Alla manifestazione era presente anche una poliziotta della Scientifica che con una telecamera digitale riprendeva la varie fasi della protesta: da quelle immagini la polizia è risalita all'identità dei principali responsabili del blocco stradale. Al momento ne sono stati identificati una decina. Le multe che dovranno pagare vanno dai 2500 ai 10mila euro: la cifra che toccherà loro la deciderà ora il prefetto di Avellino Ennio Blasco. E dai comitati intanto arrivano le prime reazioni: «Non abbiamo mai fatto nessun blocco. Abbiamo sempre garantito il transito ai mezzi di soccorso. E poi quella stessa sera, anche su richiesta delle forze dell'ordine, aprimmo già un varco consentendo la circolazione su di una corsia». Il mattino dopo la manifestazione si spostò al bivio di Villanova e la strada di rione Cardito tornò alla normalità.

da http://www.ottopagine.it/per-il-blocco-di-via-cardito-ecco-le-multe-ai-manifestanti/18042008/