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Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti (R.
G.)

mercoledì 1 aprile 2009

L'Italia della vergogna!

Immigrata denunciata e separata dal figlio in ospedale : azioni e reazioni
di Tara Fernandez

Presidio domani sotto il Fatebenefratelli di Napoli ed esposto contro i responsabili della denuncia alla Questura nei confronti della migrante in attesa di asilo politico cui e' stato sottratto il figlio neonato e la cui storia ha suscitato indignazione da parte delle associazioni per i diritti.

Proprio al Fatebenefratelli, il 5 marzo si era presentata Kante, originaria della Costa D'Avorio ed il cui marito era stato assassinato anni fa nel Paese di provenienza. Il permesso di soggiorno della donna e' scaduto, mentre e' in atto il suo ricorso per ottenere l'asilo politico. Non potendo produrre i documenti richiesti dall'ospedale in cui ha partorito, e' stata denunciata alle autorita' e tenuta lontano dal suo bambino per 10 giorni e quindi non ha potuto allattare il neonato fino a quando non e' arrivata dagli uffici dell'immigrazione la conferma che le sue affermazioni erano vere.

"Siamo esterrefatti da questa notizia - commenta l'Agenzia Habeshia, che raccoglie diversi rifugiati ed immigrati africani - vogliamo vederci chiaro: che cosa ha spinto l'ospedale a denunciare questa donna, prima ancora che entrasse in vigore la legge? per quale ragione viene impedito alla donna di vedere suo figlio? anche se lei non ha il documento, il bambino e' suo figlio: dove e' finito il diritto del bambino?"

Secondo l'associazione, "negare ad un neonato di essere allattato dalla madre, equivale ad un crimine contro l'umanità! Quanto zelo per colpire una donna in condizione di totale debolezza" aggiunge, sottolineando che "l'ignoranza fa brutti scherzi, come in questo caso: un richiedente asilo politico, finché non c'e' una risposta dalla commissione territoriale competente che esamina la richiesta di asilo, e' legalmente presente nel territorio nazionale. Qualcuno dovrebbe informare questi medici zelanti.

L'Associazione Nazionale dei Giuristi Democratici - che ha organizzato un presidio per domani (ore 16.30) sotto l'ospedale Fatebenefratelli di Napoli per dimostrare solidarieta' a Kante, spiega che "La denuncia nasce dall'ansia di applicare le norme contenute nel cosiddetto 'decreto sicurezza', come quella che annulla il divieto di segnalazione per i migranti irregolari che vanno a curarsi o, come in questo caso, a partorire" e pertanto l'iniziativa del Fatebenefratelli e' "illegale, in quanto il pacchetto sicurezza non è ancora legge dello Stato e quindi vige sempre il divieto di segnalazione".

Per questo i Giuristi Democratici presenteranno al piu' presto un esposto contro i responsabili dell'accaduto. L'incresciosa vicenda era stata gia' denunciata anche al Parlamento Europeo dall'avvocato Liana Nesta, gia' legale di parte civile in alcuni importanti processi antimafia, in rappresentanza delle famiglie di vittime innocenti.

Ma secondo i Giuristi Democratici, la questione va anche oltre il singolo episodio, il quale e' anche "la dimostrazione che il decreto sicurezza fa a pezzi le norme di convivenza e legalizza vere e proprie barbarie. Non e' un caso che questa prima applicazione illegittima del pacchetto sicurezza avvenga proprio sul corpo di una donna, le piu' esposte e ricattabili anche all'interno della difficile condizione dei migranti e dei rifugiati in Italia. Il presidio di domani - spiegano - e' anche un invito alla mobilitazione per chiedere con forza che il pacchetto sicurezza non sia approvato".

Contro il pacchetto sicurezza si sono schierati l'Unione Camere Penali e numerose associazioni per i diritti degli immigrati e per i diritti umani, come l'Osservatorio sulla legalita' e sui Diritti Onlus. L'ipotesi di denuncia da parte del personale sanitario degli immigrati irregolari ha trovato anche la contrarieta' di moltissimi medici ed infermieri, mentre organizzazioni per i diritti dei minori e della famiglia shanno in particolare denunciato la previsione della mancata registrazione dei neonati figli di clandestini.

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