Il terremoto avrebbe dovuto insegnare ad avvicinarsi di più, perchè tutti hanno vissuto lo stesso dolore (R.Venezia)
Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti (R.
G.)

giovedì 12 febbraio 2009

Il paese come entità viva

Da tempo leggo l'altro blog per poter conoscere ciò che accade nel mio paese, ma mi sono resa conto che ci sono solo commenti stupidi e personalistici così dopo la vicenda sul caso "Englaro" ho deciso di dare un'occhiata a questo blog.
Il tono mi sembra più elevato ma comunque un pò saccente e autocelebrativo. Anche se io vivo da sempre a Sant'Angelo mi sono volutamente allontanata da tutto ciò che può somigliare ad una "vita sociale" se non per qualche interesse legato alla scuola che i miei figli frequentano.
Confesso che nel corso degli anni ho cercato di inserirmi e di dare un qualche contributo, ma ne sono uscita sempre più delusa e sfiduciata. Ogni tentativo in qualunque senso andasse, si scontrava sempre con una realtà chiusa in se stessa.
Così me ne sto a casa mia a coltivare il mio orticello ma con gli occhi aperti e la consapevolezza che diventa sempre più difficile emergere dalla stasi profondissima in cui vive il mio paese.
Per tornare al motivo del mio scritto, mi piacerebbe sapere di più, attraverso questo blog, su cosa succede davvero, sulle delibere comunali, sulle scelte della Provincia e su tutto ciò che fa di un paese una entità viva e non un desolato e brutto insieme di case.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Voglio commentare questo bellissimo post con una poesia di Gianni Rodari, che ho letto alcuni giorni fa con mia figlia, credo possa essere più eloquente di mille discorsi dotti.



IL PAESE DEI BUGIARDI

C'era una volta, là
dalle parti di Chissà,
il paese dei bugiardi.
In quel paese nessuno
diceva la verità,
non chiamavano col suo nome
nemmeno la cicoria:
la bugia era obbligatoria.

Quando spuntava il sole
c'era subito uno pronto
a dire: "Che bel tramonto!"
Di sera, se la luna
faceva più chiaro
di un faro,
si lagnava la gente:
"Ohibò, che notte bruna,
non ci si vede niente".

Se ridevi ti compativano:
"Poveraccio, peccato,
che gli sarà mai capitato
di male?"
Se piangevi: "Che tipo originale,
sempre allegro, sempre in festa.
Deve avere i milioni nella testa".
Chiamavano acqua il vino,
seggiola il tavolino
e tutte le parole
le rovesciavano per benino.
Fare diverso non era permesso,
ma c'erano tanto abituati
che si capivano lo stesso.

Un giorno in quel paese
capitò un povero ometto
che il codice dei bugiardi
non l'aveva mai letto,
e senza tanti riguardi
se ne andava intorno
chiamando giorno il giorno
e pera la pera,
e non diceva una parola
che non fosse vera.

Dall'oggi al domani
lo fecero pigliare
dall'acchiappacani
e chiudere al manicomio.
"E' matto da legare:
dice sempre la verità".
"Ma no, ma via, ma và ..."
"Parola d'onore:
è un caso interessante,
verranno da distante
cinquecento e un professore
per studiargli il cervello ..."
La strana malattia
fu descritta in trentatre puntate
sulla "Gazzetta della bugia".

Infine per contentare
la curiosità
popolare
l'Uomo-che-diceva-la-verità
fu esposto a pagamento
nel "giardino zoo-illogico"
(anche quel nome avevano rovesciato ...)
in una gabbia di cemento armato.

Figurarsi la ressa.
Ma questo non interessa.
Cosa più sbalorditiva,
la malattia si rivelò infettiva,
e un po' alla volta in tutta la città
si diffuse il bacillo
della verità.
Dottori, poliziotti, autorità
tentarono il possibile
per frenare l'epidemia.
Macché, niente da fare.
Dal più vecchio al più piccolino
la gente ormai diceva
pane al pane, vino al vino,
bianco al bianco, nero al nero:
liberò il prigioniero,
lo elesse presidente,
e chi non mi crede
non ha capito niente.

stop senza go ha detto...

Non è facile documentare sul nulla. Se prima l'amministrazione del paese era statica adesso è proprio bloccata e a livell provinciale non va meglio.
Basta guardare la stampa loale per rendersi conto. Al massimo si legge di piccole comunelle politiche o di fatti di cronaca. Niente altro.

Minima moralia ha detto...

Non è un blog che può cambiare la vita delle persone, ma sarebbe bello se trovassimo il coraggio o la motivazione per comunicare tra noi firmando i commenti o almeno usando sempre uno stesso pseudonimo che permetta di indiviaduare la personalità di chi scrive, anche se non la sua persona.

Potrebbe essere un inizio importante, una sorta di tam tam per chiamare a raccolta tutte le persone stanche di assistere allo stesso triste spettacolo da sempre, desiderose di cambiare ma impaurite dalla convinzione di trovarsi a condividere esperienze con chi ha fatto della corruzione e del compromeso una regola di vita ed è capace di ogni inganno e tradimento.

Persone per bene e capaci ce ne sono tante,ne s iamo tutti convnti immagino, il problema è metterle in contatto tra loro, favorne il dialogo e stimolarle all'iniziativa comune per il bene di tutti.

Vi prego sinceramente di riflettere. Minima Moralia.

Anonimo ha detto...

Potresti comnciare prima tu Minima Moralia a dire chi sei anche se pare che in paese lo sappiano già tutti.

Minima Moralia ha detto...

Quindi è inutile che lo dica se lo sapete già tutti.
Intanto anche tu scrivi da anonimo.
Quando io vorrò dire chi sono, tutti i miei interventi avranno una paternità e saranno ascrivibili ad una persona, ma già adesso sono comunque espressione del modo di pensare di un unico soggetto.

I tuoi interventi nonimi, invece, non avranno mai un filo logico e si disperderanno tra le migliaia di commenti anonmi che leggiamo tutti i giorni nei blog.

Saluti Minima Moralia

VENEZIA ha detto...

SCUSATE UNA DOMANDA CHE NON HA NULLA A CHE VEDERE CON L'ARGOMENTO. COME FACCIO HA LASCIARE UN POST IN QUESTO SITO. C'E' UN ARGOMENTO IMPORTANTE CHE VORREI PORTARE ALLA VOSTRA ATTENZIONE. GRAZIE A CHI MI DARA' QUALCHE DELUCIDAZIONE.

Minima Moralia ha detto...

Chiedo scusa sto cercando di semplificare la grafica del blog e ancora non avevo inserito il modulo per i contatti.
Adesso basta cliccare sul link sottostante a "pubblica post".
Faccio rilevare che la pubblicazione avviene istantaneamente ed automaticamente senza alcun filtro preventivo, quindi raccomando a tutti la massima serietà e il rispetto per le idee altrui. Grazie.

Maria ha detto...

La voglia di parlare e di confrontarsi è il motivo per cui ho scritto su questo blog. L'ultimo tentativo di una sorta di "assembramento" si è visto durante l'ultima campagna elettorale.Il fremito che si viveva in quei giorni era contagioso e le proposte erano numerose, sembrava che si volesse sollevare il mondo ma già la sera dello scrutinio si sono viste le prime crepe. La conta dei voti e i susseguenti incarichi hanno messo in luce il vero intento di molti e il bene comune è passato in secondo piano. Un qualche pallido tentativo di associazione si sta vedendo ma sembra più la riunione di persone unite dagli stessi interessi che non una forza che possa scuotere coscienze dormienti ormai da anni. Di sicuro qualcuno dirà "perchè non cominci tu, perche non esci fuori a dire quello che pensi", l'ho fatto in varie occasioni ma il mio concetto di comunità, socializzazione,sport, volontariato discosta da quello di molti che usano queste parole per nascondere i loro fini.

the prof ha detto...

E'una impasse senza soluzione, non si capisce perchè ma tutti vorrebbero uscirne e nessuno ce la fa, io anche non saprei da dove cominciare.
Di tentativi tutti ne abbiamo fatti tanti Maria e l'esito è stato più o meno quello che hai avuto tu.
Scoraggiante ma quello che è certo è che non bisogna smettere di credere in qualcosa di giusto nè di lottare per cambiare, il problema non è nemmeno tanto capire come fare, quanto piuttosto insieme a chi provare a farlo.
Mi piace parlare così speriamo si possa continuare ed incrementare questa forma di dialogo e non altro.

mrdg ha detto...

Possibile che tutta la vita di un luogo venga ad identificarsi con una dimensione sempre piu' patologica della politica?!Purtroppo e' sempre stato cosi'li', molto piu' che altrove.In altri luoghi dove ho vissuto,tanti dicevano:politica? NO grazie! Nell' Irpinia delle agora' ridotte a lande inospitalissime, individui sparuti ma "coraggiosi" parlano parlano parlano di alleanze e rotture e di rotture e di alleanze fino all' esaurimento, divenendo sistematici nemici di tutti e di se' stessi,alienati da uno spirito settario che si e' oramai storicizzato.Qualcuno potrebbe rispondere che in un blog devono prevalere i problemi di una determinata area;secondo la mia ottica deve prevalere la vita in tutte le sue sfaccettature,pensieri e azioni e -perche' no?-amene divagazioni che possono sollecitare confronti liberi e aperti,spazi sempre nuovi che distolgano la mente da quella atmosfera obsoleta(vogliate scusare la mia franchezza) che circola da tempo nella nostra bellissima terra d' Irpinia ,e che rischia di divenire immemorabile con il risultato di un totale fallimento che ognuno e' in grado di valutare!Chiedo al responsabile di questo blog di dare una diversa impostazione a questo spazio,liberandosi di tutte le "vecchie questioni":perdera' molti "incerti"ma ne guadagnera' tanti nuovi"impegnati"su questioni non certamente limitate (e limitanti )legate, perlopiu', alle piccolissime patrie dei vicoli e delle parrocchie!Con simpatia e un po' di rammarico