Il terremoto avrebbe dovuto insegnare ad avvicinarsi di più, perchè tutti hanno vissuto lo stesso dolore (R.Venezia)
Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti (R.
G.)

domenica 19 ottobre 2008

il razzismo è reale o percepito ?

"VAI A RACCOGLIERE BANANE IN AFRICA"
Arbitro razzista insulta un giocatore nero
DAVIDE FEDERICI
VIGEVANO
«Andate a raccogliere le banane nel Congo belga». L'offesa razzista su un campo di gioco a un atleta di colore non è arrivata da un ultrà del pubblico e nemmeno da un avversario ma, incredibilmente, da uno degli arbitri. E' successo l'altra sera a Vigevano durante l'incontro di basket di serie D tra Cat Vigevano e Bopers Casteggio. Destinatario dell'insulto un giocatore del Casteggio, Bryant Inoa Piantini, 20 anni, italo-dominicano, che era stato appena sostituito dopo aver commesso un fallo ed aveva protestato con l'arbitro prima di raggiungere la panchina.
La gara stava vivendo gli ultimi minuti, con il punteggio in bilico. Uno degli arbitri, Mauro Pansecchi, 35 anni di Pavia, fischietto tra l'altro di notevole esperienza, che arbitra dal 1992 e dirige anche incontri di serie B e A2 femminile, s'è lasciato scappare la frase che i giocatori in campo hanno sentito distintamente.

Tra di loro anche l'altro atleta di colore del Casteggio, Davide Sartore, centro di 29 anni, italo-somalo, che ha attraversato l'area e s'è messo faccia a faccia con l'arbitro, urlandogli più volte: «Cosa hai detto? Cosa hai detto?». Sono seguiti alcuni minuti di totale bagarre, con gli ospiti che cercavano di allontanare il loro compagno dal direttore di gara.
«L'arbitro aveva la coda di paglia, sapeva di aver sbagliato lui - commenta Inoa Piantini, il giocatore insultato -. Io stavo uscendo dal campo e non ho sentito quella frase, ma il mio compagno sì. E siccome l'arbitro ha parlaro al plurale, s'è sentito chiaramente coinvolto anche lui e ha reagito. Gioco in Italia da due anni e già m'era capitato di ricevere insulti razzisti dal pubblico avversario, ma da un arbitro no, non me l'aspettavo. Non è certo una cosa normale, un arbitro è lì per gestire le situazioni e non per crearle».

La società coinvolta (in cui tra l'altro pure l'allenatore, Alberto Rai, è italo-somalo) tende a minimizzare l'accaduto: «Non facciamone un caso - dice il direttore generale del Bopers Casteggio, Cristiano Bonferoni - è stato un malinteso, dopo la partita si sono chiariti e l'arbitro ha chiesto scusa». In effetti un colloquio al termine dell'incontro c'è stato, con i dirigenti e con Sartore, ma non con Inoa Piantini, il destinatario della frase razzista. Su eventuali denunce, il giocatore si rimette alla dirigenza («Non so cosa abbiano deciso»), mentre Bonferoni prende tempo: «Devo ancora parlarne con la società».

Ma un'indagine disciplinare potrebbe partire comunque, d'ufficio. All'incontro era presente, tra il pubblico, il presidente provinciale della Federbasket, Luigi Ottobrini, che ha segnalato il caso per «fare le opportune verifiche. Se quanto mi è stato raccontato è vero, voglio sperare che l'arbitro non avesse davvero l'intenzione di rivolgere un'offesa di contenuto razziale».
Mauro Pansecchi ieri non era rintracciabile. Se dovesse esserci un provvedimento disciplinare nei suoi confronti, le sanzioni possibili vanno dall'ammonizione alla sospensione.
 
(da LA STAMPA del 19/10/2008)

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