Il terremoto avrebbe dovuto insegnare ad avvicinarsi di più, perchè tutti hanno vissuto lo stesso dolore (R.Venezia)
Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti (R.
G.)

domenica 17 ottobre 2010

Santoro vs Masi - Polemica all'italiana

Come molti italiani, sono assolutamente stanco di assistere passivamente, oltretutto a mie spese, alla solita sceneggiata del solito Michele Santoro, finalizzata ad accrescere l'immeritata fama della quale già gode nel mondo giornalistico italiano.
Questo novello John Wayne, riccioluto e sovrappeso, così oscenamente miliardario eppure nobilmente votato alla difesa dei deboli e degli oppressi, sta infatti inscenando la solita farsetta mediatica, a spese stavolta del Direttore Generale della RAI, azienda dalla quale è profumatamente pagato con i soldi di tutti gli italiani, anche di quella maggioranza oltraggiata che ha l'imperdonabile colpa di votare per Berlusconi.
Questo Santoro, in fondo, ricorda quei bambini un pò piagnoni, perennemente con il moccolo al naso, che si lamentavano di tutto ed erano sempre pronti a corrrere da mamma. Solo che allora questi bambini erano canzonati ed evitati, oggi Santoro è addirittura osannato e difeso.
In una Italia piena di problemi e divisa su tutto, dove ogni giorno assistiamo increduli a raccapriccianti tragedie, questo Santoro ha l'arroganza e la presunzione di lanciare una campagna mediatica per difendere se stesso, il suo ruolo nella TV di tutti e, perdonate il brutale realismo, il suo contratto miliardario.
Trovo offensivo per la morale comune sostenere questa farsa e discuterne oltre il tempo di un caffè al bar.
Comunque, a beneficio di chi legge e sforzandomi di essere imparziale, vorrei proprorre un confronto tra le biografie dei due personaggi in lite, così come riportate da Wikipedia.
A me questo confronto ha permesso di comprendere il diverso spessore culturale, morale e sociale dei contendenti, evitandomi di cedere al qualunquismo e alla banalizzazione.
La mia idea è che Santoro, fondamentalmente, rechi giovamento soltanto a se stesso, la tv italiana potrebbe sopravvivere molto bene anche senza.


BIOGRAFIA DI MICHELE SANTORO

Laureato con lode in filosofia presso l'Università di Salerno, dove ebbe per relatore Biagio De Giovanni, ha iniziato la sua militanza politica nel gruppo maoista Unione Comunisti Italiani e, contemporaneamente, la sua carriera giornalistica sul periodico Servire il popolo, edito dalla stessa organizzazione e chiuso nel 1975 con lo scioglimento dell'UCI.
Successivamente passò al quindicinale del PCI campano La Voce della Campania, di cui fu direttore da marzo 1979 per nove mesi, quando venne allontanato per le sue posizioni eterodosse rispetto alla linea ufficiale del partito.
Collaborò quindi con L'Unità, Il Mattino ed Epoca. Prima di essere assunto in RAI nel 1982, ha lavorato per la radio come conduttore di rubriche e autore di sceneggiati radiofonici (Via le odiate macchine, Radio Uno).
Nel 1998 vince il Premio Cimitile con l'opera Michele chi? (Edizioni Baldini & Castoldi) ... (continua su
http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Santoro).


BIOGRAFIA DI MAURO MASI
Di famiglia ebraica, dopo essersi laureato nel 1977 in giurisprudenza con 110 e lode a Roma, lo stesso anno in cui ottenne anche un diploma di merito come "tecnico della programmazione economica", continua gli studi l'anno successivo con il corso "Gestione e controllo dell'attività bancaria" alla Bocconi, riuscendo infine ad ottenere un master a Washington in "Tecnica e analisi economica" presso l'IMF Institute.
Nel 1978, entra nella Banca d'Italia dove ottiene dopo diverso tempo la qualifica di Dirigente. Dal 1988 inizia la sua attività di collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri prima come consigliere per la comunicazione economica, poi come direttore dell'ufficio stampa.
È stato membro del comitato per la politica dell'informatica e delle telecomunicazioni e nel 1996 è stato nominato Capo del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha rivestito anche il ruolo di vice presidente del comitato per un codice di autoregolamentazione su TV e minori.
Ha avuto un ruolo importante nelle leggi sul diritto d'autore (248/2000), sull'editoria (62/2001) e sui punti vendita dei prodotti editoriali (108/1999) diventando per alcuni anni Commissario straordinario della SIAE.
È stato vicepresidente della Commissione che ha realizzato la "Campagna d'informazione nazionale straordinaria sull'introduzione dell'euro"; dal maggio 2004 è membro della task force dell'ONU per l'implementazione di Internet nei Paesi in via di sviluppo.
Ha ottenuto alte cariche governative fra cui, più volte, quella di Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e Capo di Gabinetto del Vice Presidente del Consiglio dei ministri durante il governo Berlusconi II e Berlusconi III.
Fra le altre cariche è stato membro del Consiglio superiore delle Comunicazioni e delegato italiano per la proprietà intellettuale. Dal 2006 rappresenta l´Italia nel consiglio di amministrazione dell´Organizzazione europea dei Brevetti (EPO).
Il 2 aprile 2009 il CdA della Rai lo ha nominato direttore generale in sostituzione di Claudio Cappon. Le sue prime nomine e la scelta di togliere i canali Rai Sat dalla piattaforma Sky hanno suscitato molte polemiche ... (continua su
http://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Masi ).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

è nella natura dei comunisti e dei democristiani, parlano parlano parlano per nascondere di non avere mai fatto niente nella vita ma le vacche grasse sono finite ormai chi vuole mangiare deve veramente andare a lavorare

Sveva ha detto...

sant' angelo ha di nuovo una voce dopo tanto mortificante silenzio e una voce proprio sulla questione Santoro Masi per la quale l' autore del post dice cio' che e' lampante e limpido ma che sembra non essere recepito da quella che chiamano op(pubblica opinione)che purtroppo sembra non essere più in grado grado di elaborare una personale opinione.

Anonimo ha detto...

X l' anonimo: E tu da quale parte stai?

Anonimo ha detto...

Sto dalla parte di chi parla di meno ed agisce di più...