Il terremoto avrebbe dovuto insegnare ad avvicinarsi di più, perchè tutti hanno vissuto lo stesso dolore (R.Venezia)
Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti (R.G.)

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domenica 18 maggio 2008

PRIMI DUBBI SULL'ATTIVITA' DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE


Constatiamo con piacere che è stata rimossa la spazzatura da alcune improvvisate discariche senza autorizzazione, ma con altrettanto rammarico osserviamo che l'amministrazione non ha avuto il senso civico di "bonificare" le aree circostanti inondate come dimostreremo fotograficamente da rifiuti di ogni tipo sottoposti alla dispersione nell'ambiente ad opera di agenti atmosferici e animali. INVITIAMO I CITTADINI INOLTRE A SEGNALARE ANCHE FOTOGRAFANDO DOVE L'AMMINISTRAZIONE HA RIVERSATO I RIFIUTI PRELEVATI DA QUELLE AREE.


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Saremmo felici questa estate di avere una serie di eventi culturali che sostituiscano le serate estenuanti dell'agosto santangiolese, in effetti essendo ridotti così male finanziariamente e senza i "soliti" sostenitori politici a farci regali sarebbe impossibile festeggiare diversamente. Ci piacerebbe, però, che dopo averci mostrato la cultura che viene "da fuori", quella di scrittori, poeti, musicisti e giocolieri, la nuova amministrazione non sedimentasse tutto questo creando un museo, morto e finto presso il castello, secondo l'originalissimo progetto del nostro assessore alla cultura, ma utilizzasse quella bella struttura per far nascere e crescere "in loco" scrittori, poeti, musicisti e giocolieri, fondando una piccola "accademia d'arte", magari sovracomunale, che si prenda cura della diffusione della cultura e non della sua esposizione in teche di cristallo.

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Qualche burlone ha invitato i cittadini a fotografare i dipendenti che durante le ore di servizio vanno in giro e a mettere le foto sui blog : NON FATELO, potreste scoprire che il dipendente in questione aveva chiesto un permesso breve come la legge gli concede e si era incontrato con l'amante di nascosto. La violazione della sua privacy nel nostro ordinamento è perseguibile per legge e in taluni casi genera una responsabilità di tipo anche penale con sanzioni affatto leggere. LASCIATE DUNQUE CHE LO FACCIA IL BURLONE NON FATELO VOI !

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Certamente sarà un riccone o un piccolo sadico un pò perverso, colui che invita a fare un' ordinanza per costringere i proprietari di cappelle cimiteriali e di case in piazza ad ultimare i lavori; spesso, infatti, si tratta di persone impossibilitate materialmente a farlo, l'effetto euro si è fatto sentire nelle tasche di molti tra noi poveri mortali, il Comune al massimo potrebbe surrogarsi ai cittadini e completare le opere salvo poi rivalersi, agendo come intermediario nella concessione di mutui a tasso agevolato ai proprietari. Ma i soldi ce li ha?


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Cara signora Flora, a noi piaceva tanto quella atmosfera familiare di Bacchus in cui festeggiavamo i compleanni dei nostri bambini, mangiando un'ottima pizza e sotto il suo sguardo discreto ma attento, perchè dare quella bellissima pizzeria ai forestieri CAIPIRRI , per quanto affidabili e per bene possano sembrare al blogger di Nuovasantangelo? Il nostro viene definito il PAESE DEL BUON CIBO E DEL BUON DORMIRE, speriamo che non sia tutto qua!

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A SANT'ANGELO VORREMMO UN' INFORMAZIONE LIBERA CHE NON SIA NELLE MANI DI GRUPPI DI PERSONE FAZIOSE E DISPOTICHE. DA OGGI TUTTI I CITTADINI DEBBONO PARLARE , A FAVORE O CONTRO NON IMPORTA, CON TONO CIVILE E CON LEALTA' TUTTO PUO' ESSERE DETTO LIBERAMENTE, SENZA CENSURE E SENZA PAURE, COMINCIA DA QUI LA RINASCITA!


Scrivete nei commenti COSA deve fare la nuova amministrazione, ma soprattutto COME deve farlo. Evitate, però, di scrivere che si dovrebbe far chiudere l'altro blog, quello della censura, perchè quelli già stanno incazzati con noi e poi ci formattano l' hard disk. Grazie !

venerdì 16 maggio 2008

D’Addesa: «Una nuova Regione con Avellino, Salerno e Benevento è possibile»

Gianluca Rocca - 15.05.08, 5:48 pm

Il presidente del consiglio provinciale di Avellino Erminio D’Addesa torna sulla sua proposta di lasciare la regione Campania per costituirne una nuova con le province di Avellino, Salerno e Benevento: «La proposta, e non la provocazione, di dar vita ad una nuova regione composta dai territori delle Province di Avellino, Benevento e Salerno può prendere corpo se della questione se ne fanno carico in maniera determinante le istituzioni comunali così come previsto dall’art. 132 della Carta Costituzionale. Nelle popolazioni e nei territori della Provincia di Avellino, in primis, si percepisce in maniera forte la consapevolezza e la necessità di questo nuovo soggetto istituzionale anche sulla spinta dell’emergenza rifiuti. Nelle popolazioni e nei territori irpini è ormai radicata la certezza e la consapevolezza che, con il passar del tempo, le zone interne, le zone dell’osso, diventeranno lo sversatoio dei rifiuti della città di Napoli e delle zone costiere e che qualsiasi confronto o trattativa con l’area partenopea è praticamente perduta, considerata la grande differenza demografica a sfavore delle zone interne medesime. Con il passare del tempo, si percepisce lo spirito che vive nei territori e nelle popolazioni irpine mentre si nota la freddezza, la titubanza da parte delle istituzioni e di un certo ceto politico rispetto alla creazione di un’altra Regione. In verità, non si capisce quale posizione di rendita potrebbe perdere un’amministrazione comunale rispetto all’appartenenza ad una regione o ad un’altra. Sicuramente far parte di una regione diversa e più piccola può portare dei vantaggi alle amministrazioni locali e nello stesso tempo spronerebbe l’area partenopea e casertana ad impegnarsi con serietà per risolvere i propri problemi territoriali finora affrontati con superficialità. Una nuova Regione costituisce una vera ed autentica rivoluzione istituzionale, democratica e territoriale e contemplerebbe tutti gli elementi positivi per lo sviluppo del benessere: mare, montagne, giacimenti culturali ed archeologici, agricoltura e zootecnia di qualità, e quindi turismo di eccellenza, risorse idriche. Ed è proprio sull’acqua che bisogna rinegoziare le modalità della fornitura alle Puglie e a Napoli. L’Irpinia deve far sentire forte la sua voce e pretendere una nuova governance del sistema acqua con cui le aree territoriali e regionali che beneficiano in maniera copiosa delle risorse idriche del territorio irpino. La gente, le popolazioni hanno percepito positivamente la necessità di una nuova Regione in quanto c’è un sentimento di un ritorno alle proprie radici culturali e di un riappropriarsi del proprio territorio e delle correlate risorse. L’auspicio, senza voler essere ripetitivi, è che lo stesso sentimento faccia breccia negli enti locali e, specialmente, nella classe politica comunale,alla quale fa espressamente riferimento la Carta Costituzionale. I padri costituenti, anche sull’art. 132 della Costituzione, dimostrarono intelligenza e lungimiranza politica ed istituzionale, in quanto hanno previsto la possibilità per territori e popolazioni di darsi un diverso assetto amministrativo regionale rispetto a quello esistente e, pertanto, si evince che la Legge Fondamentale della Repubblica, a sessant’anni dalla sua entrata in vigore, è sempre più attuale e non ancora realizzata».

da http://www.ottopagine.it/daddesa-%c2%abuna-nuova-regione-con-avellino-salerno-e-benevento-e-possibile%c2%bb/15052008/

martedì 29 aprile 2008

La prima volta di Michele Forte sindaco


da "IRPINIANEWS" del 28 Aprile 2008 Sant'Angelo dei Lombardi


Sant'Angelo dei Lombardi Si insedia la neo giunta comunale uscita vittoriosa dalle ultime amministrative del 13 e 14 aprile. Il primo consiglio comunale si è svolto al centro sociale "Don Bruno Mariani", alla presenza di tutta la squadra risultata eletta con il neo
primo cittadino Michele Forte, dell'opposizione rappresentata da Vincenzo Forte, Rosalia Castellano, A. Fischetti, Mario Del Goleto, e della cittadinanza che ha mostrato particolare interesse e partecipazione alla cosa pubblica. Queste le nuove deleghe affidate dal sindaco M.Forte: Michelangelo Cetta, che ricoprirà la carica di vicesindaco, e assume l'incarico sulla trasparenza e relazioni con il pubblico; pubblica istruzione; turismo e spettacolo; cultura; beni culturali; Promozione Sant'Angelo; informatizzazione servizi comunali. Angelo Competiello: assessore per le Opere pubbliche; manutenzione; Area urbana: traffico, parcheggi, spazi pubblici; Gestione patrimonio comunale; politiche del trasporto; Demanio comunale; Servizi cimiteriali; Politiche dello sport. Vincenzo Formato : assessore per l'Igiene e sanità; Politiche per la tutela del territorio; Ambiente e verde pubblico; Ecologia; Politiche sociali; Politiche della famiglia; Servizi per gli anziani; Comunicazione ed immigrazione. Vincenzo Gargano: assessore per la Programmazione economica; Bilancio; Tributi. Mario Zuccardi: assessore per l'Agricoltura; Infrastrutture e viabilità rurali. Eustachio De Nicola: assessore per le Pari opportunità e politiche per l'infanzia; Cultura della legalità; Politiche giovanili; Politiche per la pace. Pasquale Imbriale: consigliere delegato al Commercio; Attività produttive; Mercati e fiere. Massimo Squarciafico: consigliere delegato per l'Urbanistica; Ricostruzione; Politiche della casa. Daniele Brunone: Consigliere delegato per le Politiche per la sicurezza sul territorio; Protezione civile. Alfonso Lamberti : consigliere delegato per la Tutela faunistica ed
attività ittico- venatorie; Associazionismo e volontariato; Mondo agricolo. Vincenzo Lucido: consigliere delegato per le Politiche comunitarie e dello sviluppo; Rapporti con enti sovra- comunali; Società partecipate. Alla prima riunione del nuovo consiglio comunale ha partecipato il Commissario prefettizio la dott.ssa Tizzano che ha conferito il passaggio del testimone al neo primo cittadino, il quale le ha rivolto parole di stima e ringraziamento "non
obbligate, ma doverose" per il buon lavoro svolto.
Assente alla riunione Mario Sena in lutto per la perdita di un familiare, l'assise si è soffermata sulle eventuali incompatibilità ed eleggibilità degli eletti.
Da registrare, il voto contrario di Mario Del Goleto sulla convalida dell'eleggibilità di Brunone e l'astensione sull'eleggibilità di Mario Sena e Rosalia Castellano. Il consiglio tornerà a riunirsi lunedì prossimo su problemi inerenti la politica sanitaria relativa all'Ospedale Criscuoli di Sant'Angelo dei Lombardi.

(lunedì 28 aprile 2008 alle 20.00)






martedì 22 aprile 2008

"Il sindaco Forte sia più cauto nei giudizi sulla storia di S.Angelo"

dal 'Corriere dell'Irpinia'
SANT'ANGELO DEI LOMBARDI -A distanza di pochi giorni dal risultato delle elezioni amministrative, il candidato della lista "Del Goleto per Sant'Angelo", analizza i risultati elettorali.
La sua lista ha incassato circa trecento voti. E' soddisfatto per il risultato elettorale della sua coalizione?
Diciamo subito che i detentori del potere reale del paese, Rosanna Repole, Antonio Petito, Mario Sena e Gaetano Sicuranza, sostenevano schieramenti opposti, c'è poi da dire che i primi due hanno sostenuto la lista di centro destra di Michele Forte, mentre Sena e Sicuranza hanno cercato, con il loro sistema di potere di sostenere un candidato sindaco ( Enzo Forte) che si è autocandidato solo per essere stato " battezzato" dall'onorevole Ciriaco De Mita e non dalle forze di centro sinistra.
Oltre a questo, c'è da rimarcare che il mondo dell'associazionismo e delle professioni si è schierato compatto in una competizione finalizzata alla conservazione degli equilibri di potere esistenti. Sia vecchi che nuovi.
Tra le altre cose, anche la residuale forza di sinistra (Rifondazione Comunista) nonostante fosse l'unico partito ufficialmente organizzato nel nostro paese, era privo di qualsiasi forma di consenso elettorale, così come è emerso dai risultati.
Tutto ciò ha reso difficile impostare una campagna elettorale per far confluire sulla mia lista un vero voto di sinistra, di rinnovamento e di opinione. ma tutto questo ha anche determinato la sconfitta di Mario Sena nel dualismo con gli esponenti del Pd guidati da Rosanna Repole e la vittoria della lista di Centro Destra di Michele Forte, nonché la distruzione di quel centrosinistra che si era formato nel 1995.
L'attuale sindaco Michele Forte ha smentito ancora una volta che la sua lista è connotata nel centro destra. E' sempre convinto del contrario? Sono convinto di questo, perché chi non espone il proprio orientamento politico, in maniera chiara, storicamente è sempre stato definito un uomo di destra e nell'ipotesi più benevola di centro.
A ciò si aggiunge che ad elaborare la lista di Michele Forte hanno contribuito con propri candidati: il partito del Pdl capeggiato dal coordinatore altirpino Vincenzo Lucido, da Domenico Finno presidente provinciale di Azione Giovani e da Rosario del Priore e Armando Raffone, rispettivamente esponenti di Forza Nuova e di Alleanza Nazionale.
A questo, lungo il "viaggio elettorale" si è aggiunto in maniera chiara ed evidente il sostegno sia con la presenza che con i voti dell'ex sindaco Antonio Petito iscritto al partito di Berlusconi. Tutti questi esponenti, tranne il più giovane, provengono da quel trentennio, citato da Michele Forte in cui è stata scritta la pagina storica più triste e negativa della gestione amministrativa.
Voglio ricordare al sindaco che il suo capolista è stato dal 1980 al 1990, il vero sindaco di S. Angelo e dal 1992 al 1995 il sindaco effettivo del paese, gli anni in cui venivano definite le linee di sviluppo e la rinascita del paese essendo stati impegnate e utilizzate tutte le risorse economiche affluite a seguito del sisma del 23 novembre 1980.
La dimostrazione di quanto affermo è data dal risultato della competizione elettorale del 1995, in cui vi fu una netta bocciatura dell'esperienza e del sindacato di Vincenzo Lucido e la stragrande vittoria dell'Ulivo che vedeva il sottoscritto vincente.
Pertanto, inviterei il sindaco ad essere più attento ad esprimere giudizi sugli uomini che hanno governato il paese nell'ultimo trentennio in quanto alcuni di loro sono nella sua lista ed altri, di fatto, di fatto lo hanno eletto sindaco. Non so se lo hanno sostenuto per accordi personali o politici.
Alla luce delle elezioni politiche ed amministrative, come giudica l'attuale quadro politico locale?
Dai dati elettorali complessivi del nostro comune è netta l'affermazione della destra e la fine dell'esperienza del centro sinistra.
Ciò è reso ancora più evidente dal fatto che gli esponenti del partito Democratico capeggiati di Rosanna Repole e Giancarlo Cetta, non sono ufficialmente presenti in consiglio comunale e la parte del Pd rappresentata da Mario Sena pur presente in consiglio esce sconfitta dal risultato elettorale.
Personalmente l'ho evidenziato anche nella campagna elettorale, affermando di mettere a disposizione del centro sinistra la mia esperienza di uomo di sinistra per ricostruire un nuovo centro sinistra che poteva essere presente in consiglio comunale e che poteva competere con le forze del centro destra presenti a Sant'Angelo. Ciò non è avvenuto perché l'area del Pd non ha votato la mia lista, bocciando la proposta.
Lei è l'unico rappresentante della sua lista presente in consiglio comunale. Che tipo di opposizione intende fare?
Non conoscendo ancora il programma della lista vincente e non avendo nessun altro elemento per capire come gli stessi amministratori intendono amministrare, mi riservo qualunque giudizio e qualunque forma di opposizione.
Sapendo che conosco bene i problemi di questo paese, le aspettative dei cittadini e le risorse economiche presenti nelle casse comunali.
Con la vittoria della lista di centro destra, posso dire, che i rapporti politici e istituzionali con gli enti sovracomunali (comunità montana, provincia e regione) saranno sicuramente conflittuali rischiando di aggravare ulteriormente la paralisi amministrativa già esistente.
Redazione Provincia

lunedì 21 aprile 2008

PIU' POLITICI E IMPRENDITORI... MENO DONNE E OPERAI

Il Parlamento dei cinquantenni. Più avvocati e funzionari di partito

21 aprile 2008
Il Parlamento che si sta preparando al debutto del 29 aprile non sarà certo ricordato per la presenza dei giovani, esaltata dai proclami elettorali, né per il numero elevato di donne. Sarà invece annoverato come il Parlamento dei cinquantenni, degli avvocati e dei rieletti.
Nonostante le promesse pre-voto, sugli scranni di Camera e Senato saranno poche le differenza di sesso ed età rispetto all'attuale legislatura, prossima alla chiusura. Un segnale che mostra come la politica continui ad affidarsi a candidati maturi e nella maggior parte dei casi uomini.

Sono i risultati delle elaborazioni effettuate dal Sole 24 Ore prendendo in considerazione gli eletti certi e considerando anche le opzioni. Poiché al momento solo il Pd ha ufficializzato le scelte dei pluri-eletti, è stato adottato il criterio di indicare come ciroscrizione di elezione quella che il pluri-candidato ha scelto alle politiche del 2006 e, di conseguenza, di designare nelle altre circoscrizioni il primo dei non eletti. Per quanto questo lasci alcuni margini di incertezza, il risultato finale non viene comunque inficiato da scelte diverse che i pluri-eletti dovessero fare al momento dell'insediamento delle Camere. Lo scenario del Parlamento futuro, insomma, è quello che i numeri riportati in questa e nelle successive due pagine disegnano.

Per esempio, circa le classi di età. Gli over 50 rappresentano il 37,8% dei deputati e il 45,1 dei senatori. Numeri molto simili rispetto al "vecchio" Parlamento, dove gli onorevoli sulla cinquantina rappresentavano il 39,7% a Montecitorio e il 40% a Palazzo Madama. A fronte di ciò, è sempre scarsa la presenza dei giovani – la fascia dai 25 ai 30 anni – che, a dispetto delle numerose candidature, risultano appena l'1% dei deputati. È uno degli effetti del sistema elettorale, che non consente l'indicazione di preferenze e premia chi nelle liste – formate dalle segreterie dei partiti – occupa la posizione di testa. E i giovani, pur presenti, erano quasi sempre nelle retrovie. Un dato in linea con quanto registrato in passato.

Analoga considerazione si può fare sulla bassa rappresentanza delle donne, che alla Camera raggiungono il 21,1%, mentre al Senato si fermano al 17,8%. Si tratta di piccoli incrementi rispetto alle quote rosa della legislatura che sta per finire: il 17,3% a Montecitorio e il 14% a Palazzo Madama.
A caratterizzare le nuove Camere sarà anche la scarsa presenza di volti nuovi: le matricole sono il 40,5% a Montecitorio e il 35,6% a Palazzo Madama. La maggior parte dei parlamentari – il 59,5% alla Camera e il 64,4 al Senato – non dovranno abbandonare il Palazzo. Nessun trasloco. Come, d'altra parte, accadde nel 2006, quando i riconfermati alla Camera furono il 56,7% e al Senato il 62,2%. Un certo ricambio c'è stato, tra le ultime legislature, solo nella XII, quando i neoletti raggiunsero il 69,2% a Montecitorio e il 68,3 a Palazzo Madama.

Un tratto distintivo del nuovo Parlamento è la presenza degli avvocati. La categoria ha riconquistato la vetta della graduatoria delle professioni: sono il 14% alla Camera e il 14,3 % al Senato. Forte presenza anche di altri professionisti – ingegneri, architetti, biologi, consulenti – che raggiungono il 12,9% fra i deputati e il 16,2% fra i senatori. Un vero e proprio balzo in avanti rispetto alla situazione attuale della Camera, dove quelle categorie si fermano al 5,7 per cento.
In crescita anche gli imprenditori – sono il 10,6% alla Camera e l'11,7 al Senato – mentre si conferma di peso la presenza di parlamentari provenienti dai partiti o dal mondo politico. I cosiddetti professionisti della politica saranno il 12,9% dei deputati e il 7,3% dei senatori. Ben rappresentati anche i giornalisti, che sono il 10,5% alla Camera e il 7,3% al Senato, è rimasta inalterata rispetto al passato. Arretrano, invece, i docenti, nella cui categoria sono compresi insegnanti e professori, la cui percentuale alla Camera è scesa del 4% (erano il 13,6%) e a Palazzo Madama, del più del 5% (saranno il 12,4% contro il 18 della legislatura che volge alla fine).
Certamente il nuovo Parlamento non sarà identificato con gli operai e gli impiegati, che si attestano al 4,9% a Montecitorio e al 4,1% tra i banchi di Palazzo Madama, a fronte dell'11,4% alla Camera e 6,6% di ora.

A cura di Antonello Cherchi, Luciano Fassari, Francesca Malaguti, Serena Riselli, Alessandra Tibollo

Gargani: scelte non territoriali (ieri) ... a beneficio del territorio (oggi)

Gargani (Pdl) deluso: il partito ha ignorato la mia proposta di candidatura alla Regione

L'eurodeputato si era proposto per le future amministrative. Ma nessuno gli ha risposto. «Non è stata apprezzata mia generosità»

NAPOLI - Giuseppe Gargani aveva battuto un colpo: mi propongo come candiato per la Regione. Però nessuno, per ora, gli ha risposto. «Un appello ignorato dai vertici del partito» si lamenta oggi l'eurodeputato del Pdl «Devo constatare che il mio appello - ha detto Gargani in una conferenza stampa convocata a Napoli - non è stato valutato dal Pdl o addirittura è stato ignorato. Non è stata apprezzata la mia generosità - ha aggiunto - e la mia disponibilità a farmi carico di una situazione drammatica nell'interesse della coalizione e dei nostri cittadini, e questa credo sia una cosa grave».
«CANDIDATURE IMPROBABILI» - L'esponente del Pdl, che non corre in nessuna lista per le politiche di domenica prossima, ha inoltre commentato le candidature presentate dal suo e dagli altri partiti come «occasionali e improbabili» perchè, non essendo «territoriali», «aggravano la temibile crisi che attraversa la politica con la mortificazione della rappresentanza parlamentare che è valore assoluto e indispensabile della democrazia».
07 aprile 2008


Discariche in Irpinia, Gargani: «Addossare le colpe al prossimo governo è perversa strumentalizzazione»

Gianluca Rocca - 19.04.08, 2:51 pm
Dall'onorevole Giuseppe Gargani, parlamentare europeo: «De Gennaro aveva commissionato uno studio sull'intero assetto organizzativo in tema di raccolti di rifiuti che era conosciuto da oltre un mese da politici ed amministratori locali, i quali sanno bene che le proposte dei tecnici non sono decisioni politiche, finora certamente non adottate. In materia così delicata quindi sono perverse le strumentalizzazioni politiche che questa volta hanno indotto in errore la stampa locale. Sorprende che a farle sia stata la Presidenza dell'Amministrazione Provinciale che in verità è attenta e giudiziosa pur essendo già responsabile dell'apertura della discarica di Svignano. Le sconfitte politiche in genere offuscano la ragione che questa volta ha dunque immaginato di attribuire al prossimo Presidente del Consiglio Berlusconi la responsabilità di una maxi discarica in Alta Irpinia. Insieme alla delegazione dei parlamentari appena eletti mi sento di smentire ogni ipotesi come questa artatamente messa in giro che non rispetti il nostro territorio e le nostre comunità. I governi regionale e provinciali sono stati e sono responsabili della violenza perpetrata sul territorio regionale e provinciale e gli elettori hanno mostrato di essere consapevoli di questo. I responsabili abbiano ora il buon senso di tacere».


da
http://www.ottopagine.it/

domenica 20 aprile 2008

ED ECCO IL RISULTATO....

Incontro con Berlusconi. A Formigoni potrebbe andare la presidenza del Senato

Vertice ad Arcore: Bossi alle Riforme
Alla Lega anche il Viminale, torna Maroni

Ai leghisti anche l'Agricoltura e un vicepresidente del Consiglio Calderoli). Castelli verso il Pirellone

MILANO - Verso le 20,30 i verdetti sono arrivati. Li ha annunciati Umberto Bossi, leader della Lega, al termine del vertice ad Arcore, nella residenza di Silvio Berlusconi. C'era da decidere la «quota» della Lega nel governo che Berlusconi dovrà formare e la decisione è stata presa. «Sono soddisfatto - ha detto Bossi lasciando villa San Martino - se le cose sono così sono soddisfatto. Io vado al ministero delle Riforme. Il ministero dell'Interno va a Roberto Maroni, la vicepresidenza del Consiglio a Calderoli e il ministero delle Politiche agricole a Luca Zaia». Da aggiungere un altro particolare: se come probabile, Roberto Formigoni, attuale «governatore» della Lombardia, otterrà la presidenza del Senato, ci sarà un'altra importante poltrona, quella della presidenza della Regione Lombardia, cui ambisce la Lega Nord, anche per forti motivi simbolici. E viste le «assegnazioni» ministeriali decise ad Arcore, il candidato sarà Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia.

LE IPOTESI PRIMA DELL'INCONTRO - Il vertice era cominciato intorno alle 1. Oltre al Cavaliere, c'erano Giulio Tremonti e Sandro Bondi per il Pdl e Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli per il Carroccio. L'incontro era stato fissato per lunedì pomeriggio ma è stato anticipato di un giorno, sperando di chiudere con un giorno di anticipo la composizione del nuovo governo. Nelle prime ipotesi a Maroni sarebbe toccato un «superministero» con le Attività produttive e la delega sulle Comunicazioni Invece la decisione finale lo fa tornare a un incarico delicato, quello di ministro dell'Interno, già ricoperto nel 1994, nel primo governo Berlusconi, durato tuttavia molto poco proprio per il «ribaltone» della Lega che vide in quell'occasione Maroni contrario alla linea scelta da Bossi. Il Viminale era comunque «conteso» dal Pdl. La Lega deve avere insistito per aggiungere significato simbolico alla campagna sulla «sicurezza» e per le posizioni assunte sui temi dell'immigrazione. Era scontato invece che la Lega ottenesse il ministero che i occupa di Riforme, visto che cercherà di rimettere in campo le norme approvate nel finale della legislatura nel precedente governo berlusconiano e poi cancellate dal referendum. Meno prevedibile invece che alla Lega toccassero le Politiche Agricole, con il leghista veneto Zaia.


20 aprile 2008

da http://www.corriere.it/politica/08_aprile_20/vertice_arcore_berlusconi_bossi_46580e86-0ef8-11dd-b370-00144f486ba6.shtml?fr=box_primopiano

mercoledì 16 aprile 2008

S.Angelo Elezioni - Voti dei candidati









De Mita è fuori dal Senato, Nusco attonita


L'ex premier Dc non ha commentato. Pomeriggio durissimo per lui. La moglie Anna Maria offre pasticcini nel giardino di casa

AVELLINO — (Dalla nostra inviata) Ofantina bis. Dopo mezz'ora di montagne due segnali stradali: uno ndica Nusco, l'altro un «Laboratorio della biodiversità». Ma arrivando nel borgo di Ciriaco De Mita si capisce che forse le due frecce indicano la stessa cosa. Le urne si sono chiuse da poco e il paese è immerso in un gelido silenzio.
Tutto è fermo e sospeso, l'aria è tagliata solo dal volo dei corvi sul campanile: «Non è buon segno, non è buon segno…», dice un vecchio che, oleografia contadina a parte, ha davvero i baffi ottocenteschi e la coppola. Ma la biodiversità, per così dire, di Nusco, è un'altra: la si legge nei risultati elettorali: qui l'Udc ha raccolto il 56,59% che non è una maggioranza bulgara ma quasi. Passando dal dato locale a quello provinciale, si scopre che l'Udc ha ottenuto il 15%, più del doppio del dato regionale, quel 6,2% che non ha consentito a Ciriaco De Mita di essere eletto al Senato.
La sconfitta si affaccia nella villa del presidente alle cinque della sera: in paese il circolo della Margherita «Della Vecchia», si chiama ancora così, è abbandonato. La porta l'hanno lasciata aperta. Alle pareti, il film della vita del leader democristiano. Su una scrivania i manifesti elettorali di quest'ultima «titanica» campagna dell'ottantenne uomo politico, giudicato troppo «vecchio», e non solo anagraficamente, dal giovane ma non per questo non sconfitto Walter Veltroni. Il manifesto di Ciriaco De Mita è sempre accompagnato da quello di suo nipote Giuseppe, capogruppo del Pd alla Provincia di Avellino prima del grande schiaffo veltroniano. Oggi semplicemente consigliere di Palazzo Caracciolo. Nel circolo parlano i muri e le sedie vuote. Su una c'è un mazzo di carte da tre sette sparigliato e abbandonato. Questo non è il momento di giocare. Tutti quelli che non sono qui sono corsi alla villa del presidente per aspettare con lui il verdetto. Sul citofono c'è scritto a penna: «C. De Mita», ma entrano solo familiari e famigli, i giornalisti rimangono fuori.
Il presidente non vuole parlare con nessuno, prende tempo e fiato. Le telecamere si devono accontentare di panoramiche sulla magnolia in fiore. Ogni tanto, un barlume di normalità: i nipotini di Ciriaco De Mita saltellano in giardino con l'indifferenza che almeno a loro è consentita. E s'intravede la moglie del leader, Anna Maria, che come sempre in queste circostanze, offre personalmente vassoi di pasticcini. Giuseppe De Mita arriva in Suv alle 16,30. Rimarrà barricato lì fino a sera, quando scioglierà il diniego di commento al voto per partecipare a una trasmissione post elettorale di Irpinia Tv: «Se ci sentiamo sconfitti? No. Partivamo da zero e non avevamo costruito grandi desideri. Il risultato però è notevolmente sotto le sensazioni che la campagna elettorale ci aveva regalato (le previsioni erano del 10% in Campania e del 20% in Irpinia, ndr). Sicuramente c'è rammarico per questo imprevisto scarto. Credo che abbia avuto un notevole peso l'effetto schiacciamento della competizione tra Pd e Pdl, partito che in Irpinia per la prima volta ha riscosso un consenso tale».
A Frigento, infatti, borgo di Marco Pugliese, candidato del Pdl alla Camera, si brinda, e un altro paese irpino si affaccia ad un protagonismo che pone, almeno per il momento, in ombra l'indiscussa leadership di Nusco. «Per me, però — continua De Mita junior — si tratta di un voto rifugio dei disorientati. Berlusconi ha un effetto genericamente rassicurante, ma quelli sono voti ondivaghi. L'anno prossimo ci misureremo con le amministrative e avremo avuto più tempo per mettere a punto il progetto dell'Unione di centro, che non è un'idea elettorale ma un disegno politico vero. La sconfitta non ci prostra, anzi raddoppia la motivazione e rende la sfida più divertente ». È molto probabile, però, che almeno a livello provinciale, questa sconfitta avrà delle ripercussioni sugli enti. Qualcuno ipotizza che l'Udc ritirerà i suoi 7 consiglieri lasciando alla maggioranza di Alberta De Simone alla Provincia una vita risicatissima. Giuseppe De Mita al momento si limita a dire che «inizieremo a rivedere anche gli equilibri negli enti». Eppure il 56, 59% all'Udc a Nusco non è esattamente un plebiscito. La roccaforte del grande leader si sfalda? Chiedetelo ad esempio ad Assunta Cimminera, demitiana di ferro che ha subìto un affronto, le hanno aperto proprio di fronte casa la sede elettorale del Pd: «Quanti traditori ho visto entrare là dentro».
Nel bar del paese, su sei giovani, uno solo ha votato Udc, gli altri il leader «non lo sentono vicino»: «Emigriamo, qua è inutile restare ». Miriam, barista e universitaria, non la pensa così: «In cabina ci ho pensato bene, e alla fine ho votato per De Mita, non lo conosco né mi cambia la vita, però almeno ci rappresenta».
Natascia Festa

martedì 15 aprile 2008

RISULTATI AMMINISTRATIVE

www.telealtairpinia.it Elettori aventi diritto 4244 scrutinate 7 sezioni su 7
Lista Del Goleto per S. Angelo
Voti

295

10,00%

Lista Centrosinistra per S. Angelo
Voti

1016

34,46%

Lista Sant'Angelo
Voti

1637

55,54%

seggi 1seggi 3seggi 11+Sindaco

Candidato alla carica di Sindaco

Mario Del Goleto

Candidato alla carica di Sindaco

Vincenzo Forte

Candidato alla carica di Sindaco

Michele Forte

Festa CorradoSena MarioLucido Vincenzo
Martone MarioCastellano RosaliaDe Respinis Amoroso
Marra GiuseppeAbate AngelinaBrunone Daniele
Natale Angelo MicheleAntoniello Angelo RossCentoletti Raffaele
Marra DonatoCapobianco MassimoCetta Michelangelo
Fuschetto MicheleCompetiello AntonioCompetiello Angelo
Nicoletta LucianoCona Franco BeniaminoDe Nicola Eustachio
D'Agostino FeliceDe Santo TizianaGargano Vincenzo
Rafaniello GiovanniDi Leo RoccoImbriale Pasquale
Palumbo MicheleFischetti AntonioMarano Pietro
Fuschetto VittorioGarofalo Felice A.Lamberti Alfonso
De Vito DonatoGelsomino AngelinaSquarciafico Massimo
Pizzirusso LucianoMartinelli GiuseppeSolimene Angelina
Pizzirusso AngeloSarni SalvatoreZuccardi Giuseppe M.
Cassano RoccoSepe GerardoAttanasio Adolfo G.
Repole GiovanniTarantino ErmelindaFormato Vincenzo

martedì 8 aprile 2008

VELTRONI... COME LUCIDO, UN FILM GIA' VISTO...

BUGIARDONI: SENA NON CADRA' IL 15 APRILE!!!

L'annuncio di Bassolino: un anno ancora, poi lascio
di Lina Palmerini


Due giorni prima del comizio a Napoli e a meno di una settimana del voto arriva l'annuncio che Walter Veltroni aspettava. Antonio Bassolino, uno degli uomini che più ha creato più problemi alla campagna elettorale del leader del Pd, annuncia il suo abbandono. Se ne va lasciando quella poltrona da Governatore della Campania che tanto ha messo in imbarazzo il Partito democratico dopo l'emergenza dei rifiuti. L'ha fatto ieri Bassolino. Per la prima volta ha fissato la sua scadenza: «Attorno a un anno». Dunque, le elezioni alla Regione si terranno contestualmente alle europee del 2009. Prima dell'annuncio una lunga telefonata con Veltroni che più di tutti aveva fatto pressioni affinché il Governatore lasciasse. Il disagio del leader Pd è stato evidente anche nelle tappe campane del suo pullman dove mai si è visto Bassolino e mai è stato citato. Che fosse finita la stagione del Governatore era chiaro anche dalle parole pronunciate nei giorni scorsi da Massimo D'Alema, capolista di Campania 1 alla Camera: «Si è chiuso un lungo ciclo politico alla Regione Campania. Il rinnovamento? Necessario».

Ieri invece è arrivato il riconoscimento sia di Veltroni che di D'Alema per il gesto di Bassolino che se ne va, promettendo ancora un anno «di impegno e di lavoro, governando la transizione e preparando una nuova stagione politica per portare avanti le sfide che sono davanti a noi». Insomma, non si può fuggire quando c'è ancora un'emergenza da gestire. Dunque, l'attesa sarà ancora lunga perché «non si può lasciare Napoli in mano a barbariche contrapposizioni, non ce lo meritiamo, a lasciarla in mezzo ad animali predatori». Anche il Governatore ritiene concluso «un ciclo politico: a Roma e in Campania. L'Udeur non c'è più, De Mita è fuori dal Pd, c'è stata la nascita del Partito democratico». Il suo futuro di politico lo mette a disposizione del partito ma intanto gestisce una transizione che non riguarda solo i rifiuti ma il consenso politico. La Campania è una delle regioni che il Pd potrebbe "perdere": molti voti sono "orfani" appunto di Mastella e De Mita e il Pd non vuole gettare la spugna per rimontare tra un anno. È in campo il ministro Luigi Nicolais ma anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, è una figura emergente del partito – anti-bassoliniano – che Veltroni ha "battezzato" «mio amico».

Non è ancora certo se Antonio Bassolino salirà sul palco di Piazza del Plebiscito a Napoli mercoledì. «Una cosa al giorno», ha risposto il Governatore. Di certo sarà in piazza e questa volta non ci saranno timori o pudori a nominarlo. Già ieri Veltroni ha ripreso a pronunciare il suo nome: «Quanto ha detto Antonio Bassolino corrisponde al suo senso di responsabilità e al suo amore per la Campania. È l'apertura, come anch'io avevo detto durante le tappe campane della campagna elettorale, di una nuova fase dopo l'emergenza. Bassolino ha dato con questo suo gesto un contributo non solo alla campagna elettorale ma anche al futuro della sua regione». L'omaggio al Governatore arriva soprattutto da D'Alema che si è candidato facendogli da "scudo": «È stato per 15 anni il simbolo del riscatto di Napoli. Sarebbe barbarie ridurre tutto alla vicenda rifiuti: dal '94 tutti coloro che hanno avuto qualche responsabilità di governo devono chiedere scusa ai campani. Io l'ho fatto. Prima di incolpare Bassolino ciascuno renda conto di ciò che ha fatto».

sabato 5 aprile 2008

Il rinnovamento alla Veltroni

Politica/ Pionati (Udc): «Veltroni mandi a casa Bassolino. Non basta tenerlo lontano dal palco»

Gianluca Rocca - 04.04.08, 5:55 pm

Il senatore Francesco Pionati (Udc): «Nel suo giro in Campania Veltroni insiste in una politica di annunci vuota e poco credibile. L'unico annuncio che tutti aspettano, e che Veltroni accuratamente evita, riguarda la data delle dimissioni di Bassolino. Non basta tenerlo lontano dal palco, bisogna tenerlo fuori dalla Regione».

da http://www.ottopagine.it/pionati-udc-%c2%abveltroni-mandi-a-casa-bassolino-non-basta-tenerlo-lontano-dal-palco%c2%bb/04042008/

giovedì 3 aprile 2008

Mario Sena ..... l'imbarazzo della coerenza

Perché ci si ostina a leggere nelle parole e negli atteggiamenti quello che le parole e gli atteggiamenti non dicono? Chi è tanto adirato da avere come unico obiettivo quello di alimentare polemiche su ciò che a tutti ormai appare chiaro?

Mario Sena è da sempre un amico e un estimatore personale e politico di Ciriaco De Mita, e nessuno può sognarsi di smentire questo.

Assieme a Ciriaco De Mita ha pubblicamente aderito al nascente Partito Democratico, sin dalla prima ora, peraltro impegnandosi direttamente in occasione delle primarie, per sostenere la leadership dell'attuale segretario nazionale: questa ci sembra altra circostanza incontestata ed incontestabile.

Stando così le cose, quello che pare difficile da comprendere è come abbia potuto il Partito Democratico, in nome di un presunto rinnovamento che tenesse effettivamente conto della volontà popolare, "sbattere fuori" dalle liste del PD, in maniera sistematica, tutti gli esponenti politici irpini, indipendentemente dalla vetustà della loro carriera: D'Amelio non è certo in politica da quarant'anni e nelle sue ultime apparizioni pubbliche si mostrava pure fisicamente in buona forma.

Allora, l'atteggiamento arrogante dell'attuale dirigenza di partito, sembra piuttosto un voler prendere le distanze da una classe dirigente del cui operato, buono o cattivo che sia, gli stessi vertici del PD non possono negare di essere stati a conoscenza: la "munnezza", tra le altre cose, si accumulava, infatti, già anteriormente e durante il primo governo Prodi.

Per queste considerazioni, riteniamo sia il caso di farla finita con queste faide personali, che nulla hanno a che vedere con il bene del paese, ma che sono appositamente studiate per tentare di liberare una "poltrona", sperando di potervi appoggiare sopra, magari solo in anticipo, il proprio autorevole sedere, privando peraltro Sant'Angelo dei Lombardi, che pubblicamente si proclama di amare, dell'unico sostegno rilevante a livello regionale ancora presente, Mario Sena, che mai come in questa occasione ha dimostrato di avere una dimensione umana e una coscienza politica fatta di coerenza e di grande lealtà, anche verso il suo paese e che comunque mantiene fede con lealtà alla propria carica istituzionale all'interno del PD, sia pure evidentemente rammaricato.

Sono altre le persone che dovrebbero spiegare, con chiarezza, come mai hanno aderito così frettolosamente e senza condizioni a scelte di partito per l'Irpinia devastanti; badate bene, non si tratta dello svecchiamento di una classe politica, ma della sua cancellazione senza che siano individuati nuovi riferimenti territoriali.

Ancora, queste persone, dovrebbero spiegare, prima di tutto ai vertici del PD che pretendono di rappresentare, per quale ragione a livello amministrativo locale non si schierano a sostegno dell'unica lista di centrosinistra in campo, alla quale appartengono anche candidati dichiaratamente del Partito Democratico, accrescendo così le possibilità di successo della lista avversaria che si proclama civica, ma che annovera tra i suoi candidati, esponenti di spicco del centro-destra irpino.

Queste spiegazioni e non altro il coordinamento locale del PD dovrebbe fornire alla stampa, ai vertici del partito e ai cittadini di Sant'Angelo dei Lombardi, il resto è solo un tentativo di vendetta alimentato dall' insoddisfazione per un personale insuccesso politico.

Quando e se questo tentativo, finora fortunatamente inconcludente ed anzi dannoso per chi lo ha posto in essere, dovesse andare a buon fine, ciascuno di noi, dovrà probabilmente rassegnarsi ad ospitare un pò della spazzatura di Napoli nel proprio orticello e non solo quello!

Un quasi "pentito" del Partito Democratico.

mercoledì 2 aprile 2008

Il Coordinatore Vanda Grassi tira le orecchie all’onorevole Mario Sena

Da Irpinianews.it
Il Coordinatore Provinciale del Pd, Vanda Grassi, 'tira le orecchie' all'onorevole Mario Sena, Presidente del Gruppo Pd alla Regione Campania.
Il sindaco di Montefalcione, infatti, attraverso un invito stimola Sena ad essere 'più presente' nella Provincia di Avellino durante gli appuntamenti elettorali. Questi i termini in cui si esprime:

"Esimio Onorevole, considerata la delicatezza della Campania elettorale in corso, decisiva per le sorti del nostro partito in Italia, nella Regione Campania e nella Provincia di Avellino;

preso atto della sua assenza finora a manifestazioni del Pd nella nostra Provincia, La invito, a nome della direzione provinciale del Partito (che all'unanimità nel corso dell'ultima riunione ha richiesto una sua presenza diretta ai nostri incontri di partito in Irpinia) a comunicarmi, cortesemente, le date di sua disponibilità per manifestazioni da tenere in provincia di Avellino, con nostri candidati alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica in vista delle Elezioni del 13 e 14 aprile.

Con la stima di sempre, resto in attesa di un suo cortese riscontro.

Il Presidente - Coordinatore Provinciale

Vanda Grassi"

Politiche 2008 : fischiato e contestato Ciriaco De Mita ad Ariano Irpino

Pubblicato da irpinianelmondo su Aprile 1, 2008

Avellino 1.4.2008 . questa sera ad Ariano Irpino l'on. Ciriaco De Mita ha tenuto uno dei suoi tanti interventi politici in occasione delle prossime consultazioni elettorali. Il leader di Nusco , questa volta , e' stato accolto da fischi e sonore contestazioni. A stento l'on. De Mita e' riuscito ad articolare il suo intervento. La contestazione e' scattata ad opera di arianesi e di molti cittadini dell'area interessata alla discarica di Savignano Irpino. Per questa discarica ricordiamo che il nipote Giusepep De Mita aveva chiesto la convocazione di un consiglio provinciale straordinario ( riferiamo in altro articolo) . Gli attenti osservatori politico/amminsitrativi hanno evidenziato pero' che fu proprio il consigliere provinciale Giuseppe De Mita a proporre ed approvare ( con il voto favorevole dei Consiglieri Provinciali Bongo e Cusano), in una precedente seduta consiliare, l'individuazione di Savignano Irpino quale sito idoneo per la discarica .

martedì 1 aprile 2008

Noi siamo la storia di S.Angelo La loro è una lista qualunquista"

"Noi siamo la storia di S. Angelo La loro è una lista qualunquista"

S.ANGELO DEI LOMBARDI – "La candidatura a sindaco mi gratifica e mi onora" – ha esordito l'avvocato Enzo Forte nel suo discorso di presentazione di sabato sera. "Ma ciò che mi sostiene ancora di più è la mia squadra, composta da varie professionalità e da esponenti di assoluto rilievo politico e istituzionale come l'onorevole Mario Sena, al quale, da sempre mio amico, intendo riconoscere pubblicamente la sua abnegazione". Quindi la presentazione dei candidati della lista "Centrosinistra per Sant'Angelo": Rosalia Castellano sorella del compianto sindaco Guglielmo, Angelina Abate, Angelo Ross Antoniello, Massimo Capobianco, Antonio Competiello, Franco Beniamino Cona, Tiziana De Santo,Rocco Di Leo, Antonio Fischetti, Felice Antonio Garofalo, Angelina Gelsomino, Giuseppe Martinelli, Salvatore Sarni, Gerardo Sepe ed Ermelinda Tarantino. "La connotazione politica ed ideologica della nostra lista che è di centro sinistra, si compone di esponenti ispirati ad una cultura cattolico-democratica e altri ad una cultura di tipo sociale democratica."
Ma il cuore del discorso del candidato sindaco è stata la notevole differenza ideologica con le altre due liste. "Non lasciatevi prendere dalla superficialità. L'azione amministrativa deve esse sinergica con le coloriture politiche a cui noi ci riferiamo e ci ispiriamo. Un voto di scarsa riflessione alle altre liste, sarà un voto inutile in funzione della ripresa del paese e della risorse utili per Sant'Angelo. Esprimete il vostro consenso, dopo aver profondamente valutato a chi date fiducia. Un appello lo rivolgo anche ai giovani: non vi fate suggestionare sul voto, pensando alla qualità degli uomini e alle ragioni politiche. Intendiamo diffondere in tutte le famiglie il programma e richiedere un eventuale ampliamento dello stesso." Quanto alle ragioni del voto, "un primo obiettivo è il riordino della macchina amministrativa. Il perno dell'azione amministrativo è tutto demandato alle norme statutarie e affidata agli amministratori e all'apparato burocratico. Insieme agli impiegati funzionari, tutte persone di elevata professionalità, avremo modo di operare in maniera incisiva visto il nostro comune amore per il paese nel portare aventi una efficace azione amministrativa. La nostra società civile è completamente lacerata. Ognuno deve riscoprire l'orgoglio di appartenere a questa comunità. Non intendo essere in competizione e demonizzare la precedente classe dirigente. Dagli errori del passato credo occorre raddrizzare il tiro. Occorre coinvolgere i giovani nell'azione amministrativa. Il voto deve essere chiesto in nome di una rappresentanza di interessi collettivi. Ci sono condizioni e candidature per cui la richiesta di consenso non è dovuta ad una scelta, così come accade in questa fase, ma al rapporto tra datore di lavoro e lavoratore dipendete. A queste persone dico di opporre la loro più categorica resistenza.
Le garanzie del rapporto del lavoro non possono essere affidate al capriccio o alle invenzioni di una privato e di un datore di lavoro. Altri schieramenti hanno osannato anticipatamente la vittoria. Lo hanno fatto in anticipo e lo hanno fatto da soli. Noi lo faremo dopo, e lo faremo insieme a tutti. Nelle nostre contrade si sono creati strani comitati. Ai cittadini di queste contrade dico: ribellatevi. Votate per chi volete, ma pensate che quei voti andranno a finire in una segreteria politica e saranno svenduti. Ci muoveremo in direzione degli interessi dei giovani. Affinchè possano coltivare le loro conoscenze rinsaldare la loro cultura. L'unica vera forza di una comunità è il corpo sociale". E' toccato quindi all'onorevole Mario Sena che ha spiegato: "Pensavo che questo locale fosse troppo grande, ma stasera è troppo piccolo. Tanta gente, mi riempie il cuore di speranza.
Questa è anche la dimostrazione che sfata un mito sulle dicerie riguardo al nostro candidato sindaco, che nel suo intervento si è mostrato aperto, disponibile, lavoratore e legato al bene del paese."
Sena spiega il motivo della sua partecipazione: "Non mi sono candidato per interesse personale, per ambizione, ma l'ho fatto pensando ai mille e più concittadini che votarono solo con il mio nome, ma per risolvere i problemi della comunità. Ai problemi che voi ci indicate ogni giorno. Penso ai tanti giovani che incontro ogni giorno. Il dovere di un politico è quello di affrontare i problemi e trovare le soluzioni, di discutere con le famiglie e dare loro una speranza. Può anche succedere che chi più ha usufruito dei miei consigli, poi, sia avversario in questa campagna elettorale. Sono sceso in campo per spirito di servizio – continua l'onorevole Mario Sena - ho visto dall'altro lato, la disgregazione politica, sociale, culturale. Il nostro paese ha bisogno di una sinergia forte. Per mantenere i servizi occorre sinergia. Ho pensato che alla gente che mi ha votato dovevo dare una risposta di partecipazione e di sinergia istituzionale importantissima in questo momento. C'è da creare una sinergia con la regione, con l'Asl, con le Comunità Montane, con l'Alto Calore e con gli altri uffici. La mia candidatura ha avuto questo senso. Gli amministratori che mi hanno preceduto sanno i fondi che ho fatto arrivare per tante infrastrutture: il castello, il Goleto, la piazza ed altro. Mi sono accorto che serviva un mio impegno diretto e mi sono candidato, insieme ad una validissima squadra.
Abbiamo scelto il rinnovamento, anche insieme agli amici che ora dissentono. Ciò era stato comunemente condiviso, così come avevamo condiviso che si facesse una lista di centro sinistra in una storia che è di centro sinistra. E' storia della nostra comunità anche chi mantiene le radici demitiane. Non si può ad un tratto stravolgere la storia. Senza la sinergia con la sinistra, anche quella estrema non riusciamo a governare ai vari livelli. Se l'altra lista non è destra, vuole dire che è qualunquista. E se si sceglie una lista qualunquista non c'è futuro. La differenza tra il candidato Michele Forte ed Enzo, è che il primo, dopo due volte che è stato eletto, si è sempre dimesso, mentre il nostro candidato sindaco, per le cose che ha detto va sostenuto e votato." Sena ha quindi esposto gli atti normativi regionali su cui si gioca lo sviluppo, ma anche il piano sanitario regionale che tutti possono consultare. "Occorre investire i fondi Por e Feoga e su questo, insieme all'amministrazione provinciale faremo delle riunioni itineranti nelle contrade per illustrare le possibilità che ci sono. Dobbiamo attrezzare il territorio attraverso le risorse europee e regionali. Si possono fare anche dei contratti di programma a livello regionale che stabilisce agli enti locali aree artigianali nei centri storici per favorire gli insediamenti.
Dobbiamo anche puntare a potenziare i servizi. Si parla senza sapere della sanità. Si parla per questioni elettorali dell'ospedale. L'ospedale fu distrutto dopo il terremoto e qualcuno qualche mese dopo si è preoccupato di far ricostruire con un finanziamento di quindici miliardi, visto che ero l'assessore alla sanità. Inventammo una rete di roulotte, le tende e la struttura prefabbricato. Chi parla ora non sa nulla dell'ospedale. Oggi il nostro ospedale è definito nella rete ospedaliera di eccellenza e di emergenza. Nel piano ospedaliero sono stati inseriti emendamenti che non ho scritto io ma specialisti dell'ospedale ma approvato da me. Le professionalità dei medici dell'ospedale e della Don Gnocchi lavorano in grande sinergia. Il centro radiologico è di rilievo regionale, e insieme a questo vi è una Università collegata al sistema di assistenza ospedaliera. Abbiamo potenziato il nosocomio con il pronto soccorso e dell'ampliamento di undici posti di terapia intensivo. Appena il nostro sindaco sarà eletto consiglierò di organizzare una riunione di tutti i professori universitari originari di S. Angelo e farli collaborare nella gestione amministrativa. Dobbiamo anche ridisegnare il Piano urbanistico. Intendiamo, tra l'altro, creare un piano commerciale per i centri storici, sorretti nei primi anni dai contributi regionali.
C'è bisogno di una amministrazione dinamica con tutti gli enti e le associazioni. Particolare attenzione va data anche al settore dell'agricoltura. Abbiamo i fondi Por che consentono di migliorare le condizioni delle strade, degli invasi ma anche di finanziare le attività agricole. Infine, intendo dire a proposito dei vari personaggi storici della nostra comunità che sono stati tutti protagonisti nella storia del centro sinistra. Voglio concorrere e far vincere la città di Sant'Angelo e far rinascere la nostra comunità."
Redazione politica
fonte: Corriere dell'Irpinia


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lunedì 31 marzo 2008

Elezioni/ Riaccendiamo la luce su Sant'Angelo dei Lombardi


redazione - 30.03.08, 5:16 pm da Ottopagine
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Un centro sociale gremitissimo
ha accolto, ieri sera, la prima uscita pubblica del "Centrosinistra per Sant'Angelo dei Lombardi". La compagine elettorale che candida a sindaco Enzo Forte e annovera quale capolista il capogruppo del Pd alla Regione, Mario Sena, si è presentata ai cittadini, chiudendo così, il primo ciclo dei comizi degli schieramenti in corsa per le elezioni comunali.L'aspirante primo cittadino ha cominciato con un breve profilo dei candidati che lo accompagnano in questa tornata elettorale, presentandoli uno ad uno alla folta platea. Subito dopo qualche nota sulla qualificazione politica e sui connotati ideologici della sua lista. «Credo che sia necessario - ha spiegato l'avvocato Forte - che il voto espresso dai cittadini sia consapevole e meditato.
Perciò è meglio chiarire immediatamente qual è il nostro orientamento politico. La nostra compagine, lo dice già il nome, è di centrosinistra. Al suo interno ci sono esponenti della cultura cattolico-democratica del moderatismo di centro. Gli unici rappresentanti del Partito Democratico locale, è inutile girarci attorno, sono con noi, indipendentemente dalle collocazioni. Qualcun altro, infine, proviene dalla cultura socialdemocratica riformista. Dall'altra parte, anche qui è inutile nascondersi dietro un dito, ci sono la sinistra radicale di Mario Del Goleto e il centrodestra di Michele Forte. In quest'ultima squadra, infatti, troviamo esponenti di Forza Italia, di An e di "Azione giovani". Entrambi sono liste di estrazione ideologica marcatissima. Dunque, proprio sul piano politico partiamo da concezioni estremamente diverse per quanto riguarda il cittadino, la famiglia e la comunità. Abbiamo visioni del tutto differenti ed è bene che l'elettorato lo sappia. E' vero, ci muoviamo sul terreno amministrativo comunale ma credo che in tutti gli ambiti di gestione degli enti pubblici si debbano poter svolgere liberamente valutazioni del genere…».Poi un passaggio deciso legato agli indirizzi di voto: «Se nell'espressione del consenso ci saranno scelte diverse da quelle che normalmente sarebbero dettate dall'appartenenza politica, allora significa che a vincere sono stati gli umori personali e non la coerenza politica o il senso di appartenenza… Per quanto mi riguarda - ha sottolineato il candidato a sindaco - se vincerà la nostra compagine, lavorerò per la compattezza sociale. Le sfilacciature all'interno della comunità, si sa, si proiettano sull'amministrazione di un paese. Per questo spingerò molto affinché il grosso delle decisioni vengano prese in consiglio comunale, dove maggioranza e minoranza rappresentano tutta la collettività.
Ricucire oggi il tessuto sociale è fondamentale. Non ho intenzione di rinnegare nessuno della classe dirigente locale, a cominciare dalla dottoressa Repole per la quale nutro grande stima e ammirazione per il lavoro svolto. Le altre liste in campo, invece, pare proprio che vogliano demonizzare quanto fatto in precedenza da chi ha gestito la cosa pubblica a Sant'Angelo dei Lombardi. Ciò non è nella mia cultura né nel mio modo di fare. Penso che i risultati ottenuti e le esperienze fatte sono un prezioso bagaglio da utilizzare, per migliorare e guardare al futuro con maggiori possibilità di riuscire a fare il bene e gli interessi della comunità…»Infine un cenno al programma e, soprattutto, ai traguardi prefissati dal "Centrosinistra per Sant'Angelo dei Lombardi": «Il nostro paese - ha continuato Forte - ha grosse potenzialità. Le qualità necessarie ad interpretare progettualità importanti. Per questo bisogna avviare una strategia di manutenzione puntuale del territorio che deve ridiventare una bomboniera, come lo era un tempo, e offrire una ricettività piacevole e confortevole. Tutto ciò, è ovvio, deve svilupparsi anche in regime di complementarità con i paesi vicini.
Ma al centro di questo processo, quale comune guida e capace di esprimere più di ogni altro servizi e riferimenti burocratici ed istituzionali, deve tornare ad esserci Sant'Angelo dei Lombardi… La luce del nostro paese, negli ultimi anni, si è un po' attenuata, facciamo in modo che si riaccenda… Certo, nel nostro progetto, non abbiamo dimenticato di inserire l'ambiente, la cultura, i giovani, le strutture, il tempo libero e lo sport. Specie il calcio che da noi ha una grande tradizione. Ma insieme ad esso vogliamo fortemente riscoprire le cosiddette discipline sportive minori. Per fare ciò opereremo a stretto contatto con la scuola e quelle strutture che in parallelo devono svolgere un ruolo primario per formare i nostri giovani. Non dimentichiamo che la cultura sarà il punto di forza principale per dare ai nostri ragazzi prospettive migliori e un più roseo futuro».

Armino risponde a Giordano - ASL AV1

Comunicato di FRANCO ARMINIO CON RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE, GRAZIE

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ho ingaggiato una “battaglia” con il manager dell’ASL di ARIANO. questo testo è una mia replica a una sua replica a un mio intervento in cui ne chiedevo le dimissioni. tra l’altro ho avuto problemi con alcuni quotidiani locali che hanno problemi a pubblicare cose di questo tipo … / saluti - franco arminio

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Sono note a tutti i cittadini le vergognose condizioni in cui versa la sanità in Irpinia d’Oriente. Aldilà dei piani e dei progetti organizzativi che si susseguono da anni, quello che non cambia è la caratteristica di un sistema che sembra rispondere solo alle esigenze di chi lo dirige. Ci spieghi il signor Giordano perché un infarto ad Aquilonia o a Bisaccia non deve essere affrontato secondo protocolli che si applicano in qualsiasi parte del mondo. Andiamo subito sul concreto. In caso di infarto si fa un primo intervento, la trombolisi. Se si rivela efficace il paziente viene ricoverato in Utc per il resto della cura. Se la trombolisi si rivela inefficace, come spesso accade, il paziente deve essere sottoposto in un tempo di due-quattro-sei ore a Pcta (angioplastica percutanea). E qui la catena virtuosa si spezza: nell’Asl diretta dal signor Giordano questo intervento non viene svolto e il paziente viene ricoverato ad Avellino, spesso a distanza di giorni, con l’impossibilità di limitare l’estensione del danno cardiaco. Conosco molte persone che hanno avuto infarti e sono stati curati in maniera inadeguata, col risultato che adesso hanno una qualità di vita molto limitata. Non mi pare un bel risultato. E non mi pare degno di una buona sanità il fatto che le liste di attesa si sono di molto allungate: che senso ha farsi una visita cardiologica dopo otto mesi? Come ogni lettore capirà benissimo la quantità dei disagi che il cittadino deve sopportare è ormai talmente grande da provocare un senso di rassegnazione.

L’ambulanza che mi ha portato ad Ariano per fare una gastroscopia (ed è incredibile che l’ospedale di Bisaccia non sia in grado di effettuare un esame così banale) ha 290 mila chilometri.

Il direttore Giordano, insediatosi nell’ottobre 2006, ci fa sapere, come prova della sua efficienza, che “uno dei primi provvedimenti adottati ha riguardato l’acquisto di n° 3 ambulanze…che verranno consegnate fra pochissimi giorni”. Non mi sembra un esempio di buona amministrazione e sarei contento se il manager fosse disponibile a illustrare davanti ai cittadini e gli operatori quali e quanti ulteriori interventi migliorativi del settore sono stati fatti in questi anni. Capisco che quelli della sanità sono mali antichi e come tali non sono tutti addebitabili al dottor Giordano, ma a chi in campo politico ha nominato assessori e direttori inadeguati. La verità è che per qualsiasi serio problema di salute i cittadini sono costretti a ricorrere a strutture fuori dell’Irpinia. E questo nonostante in questi anni sono stati spesi tanti soldi. Soldi spesi facendo sempre molto attenzione al risvolto clientelare della spesa e non all’efficienza del servizio. Da questo punto di vista non è messa certo molto meglio la Asl di Avellino diretta dal dottor Rosato. Cambiano i nomi, ma non cambia la direzione politica e la logica con cui queste persone agiscono.

Ultima annotazione: in attesa di verificare l’arrivo delle ambulanze, mi auguro che il manager Giordano riveda il “Piano di ristrutturazione e riqualificazione della intera rete ospedaliera dell’ASL ” evitando, tanto per dirne una, che quello di Bisaccia continui a essere un ospedale “finto” e diversificando effettivamente le funzioni dei tre ospedali presenti nella zona.

lunedì 17 marzo 2008

La favola di un partito che non c'è

Da Wikipedia enciclopedia libera online
LA FAVOLA...
La volpe e l'uva è una delle più celebri favole attribuite a Esopo. I riferimenti alla fiaba nel linguaggio comune assumono quasi le caratteristiche del proverbio.
"Fare come la volpe con l'uva" significa, metaforicamentee, reagire a una sconfitta sostenendo di non aver mai desiderato la vittoria, o disprezzando il premio che si è mancato di ottenere....
Una volpe, dopo aver sognato di raggiungere un grappolo d'uva, si sveglia accorgendosi che quel grappolo esiste davvero. L'animale affamato tenta con grandi balzi di staccare il grappolo ma ogni sforzo è vano. Constatando di non poterla raggiungere, esclama: "non è ancora matura!".
La morale è: è facile disprezzare quello che non si può ottenere.
IL FATTO...
Giochi fatti anche a Sant’Angelo dei Lombardi dove la scena politica che si presenta agli occhi dell’opinione pubblica locale e non solo, evidenziata con la presentazione di tre liste, è stata caratterizzata da frantumazioni e veti incrociati nella comunità.
“Il PD- recita la nota a firma dei coordinatori Giancarlo Cetta e Rosanna Repole - prende atto che non è stato possibile fare un discorso politico per dare forza a un progetto che mirava ad una coesione sociale, aperta alle giovani generazioni, innovativo volto ad un rilancio della comunità ritenendo con grande senso di responsabilità di non presentare una propria lista. Il PD volendo rappresentare un nuovo modo di intendere la politica, partendo dalle idee e dalle cose da fare, non abdicherà alla volontà di costruire nel paese un progetto politico di ampio respiro e di rinnovamento e di essere elemento di pacificazione.
L'obiettivo pertanto è quello di liberare energie e talenti, per costruire una nuova classe dirigente basata su merito e competenze.
In assenza di queste motivazioni e in presenza dei soliti giochi di potere, riconfermiamo di continuare il percorso iniziato a livello nazionale, regionale e provinciale per rilanciare le fondamenta di un progetto generazionale per la nostra Sant’Angelo basato su nomi capaci di creare un diverso rapporto di fiducia, recuperando capacità politiche sul territorio.
Contro i trasformismi e le ambiguità, lavoreremo per il nuovo modo di intendere la politica, con l'impegno di essere ancora e più motivati protagonisti nella campagna per le politiche del 13 e 14 aprile”.
LA CONFERMA...
Dal Corriere" Quotidiano dell'Irpinia (lunedi 17 marzo 2008)
Il laboratorio di Arminio: in alcuni comuni il PD fantasma.
"Registriamo a margine della giornata di Carife l'incapacità in alcuni comuni di esprimere candidati e liste del PD".
La delusione proviene dagli uomini del laboratorio del PD Franco Arminio a margine della convention tenuta sabato a Carife.
"Probabilmente in questi comuni - si legge in una nota - il PD è quella parte monca che rimane dell'organizzazione demitiana impartita ad ottobre 2007".
Una parte monca, "incapace di presenza autonoma, di testimonianza, di creatività. Una parte sicuramente stanca e che ha esaurito il proprio ruolo politico".
E' opportuno già prima del voto, "aprire una riflessione e rilanciare l'idea del partito democratico, anche in questi comuni".