Il terremoto avrebbe dovuto insegnare ad avvicinarsi di più, perchè tutti hanno vissuto lo stesso dolore (R.Venezia)
Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti (R.G.)

sabato 27 marzo 2010

Nuovi orizzonti politici

A campagna elettorale ormai chiusa, tante promesse saranno state fatte, a tutti, come ogni volta.
Sicuramente questo paese sarà presto irriconoscibile: tali e tanti saranno gli interventi che i politici eletti sosterrano in nostro favore che faticheremo a renderci conto se ci troviamo ancora a S.Angelo o in un piccolo e ridente centro del varesotto, o magari, in un sobborgo immerso nel verde della ridente campagna toscana o umbra.

Intanto, per evitarci traumi troppo bruschi con il recente passato, animati da una sensibilità d'animo senza pari, il paese stanotte lo hanno ridotto così.



Saluti da una Sant'Angelo indecorosamente sommersa dai rifiuti elettorali e dal degrado umano. Minima Moralia :-(

venerdì 26 marzo 2010

Bersani, mi consenta, lei ha una bella faccia tosta!

"Bersani all'alba ai cancelli della Fiat". Così a titoloni su tutti i giornali.
In verità, davvero ci vuole coraggio a presentarsi, in questo momento di grande incertezza e difficoltà, davanti a tanti lavoratori.
Ci vuole coraggio o, almeno, una bella faccia tosta.
In particolare, chissà che avrebbe risposto Bersani alla domanda "ma lei Bersani cosa ha mai fatto per noi lavoratori e perchè si arroga il diritto di parlare a nome nostro?" o più semplicemente "ma lei Bersani come pensa di poter interpretare i bisogni ed i problemi di noi lavoratori senza mai aver lavorato un sol giorno nella sua vita?" (stessa domanda rivolgerei ai tanti politici di mestiere che oggi vengono a rammentarci di una crisi che nemmeno conoscono).
Io a Bersani invece direi: lei, illustre onorevole, ha solo perso i capelli, a noi, purtroppo, ha saputo far perdere la speranza, e che Bindi le illumini il viale del definitivo tramonto!
il compagno Simòn

Mi ha scritto Rosy Bindi!

Udite udite! Ho trovato stamattina nella mia email un messaggio di Rosy Bindi. Proprio così, Rosy Bindi mi ha mandato una mail per indurmi a riflettere sulla problematicità del presente (lo dice lei a me!) sul futuro del paese (chissà perchè se ne preoccupa tanto e solo ora) e, ovviamente ed immancabilmente, sui danni che, a suo dire, avrebbe prodotto il solito Berlusconi, autentico caprone espiatorio, nel giudizio unanime di tutti i leaders politici del passato e del loro vastissimo seguito di cortigiani e giullari, più o meno malandrini, o aspiranti tali.
Ma il tenore del messaggio qual'è vi chiederete? Ve lo riporto pari pari: "Rosy Bindi: c'è bisogno di cambiare. Il 28 e 29 marzo scegli e fai scegliere il Partito Democratico".
Una riflessione, dunque, si è posta come necessaria anche per me, che stavo vivendo apaticamente questa campagna elettorale, dibattuto come già dissi tra "la testa ed il cuore". La "testa" mi diceva di votare per De Luca (solo voto al candidato Presidente, ovvio), autentico guerriero e forse uomo giusto per questa Campania devastata e corrotta, il "cuore" mi suggeriva di votare per Lucido, politico locale, amico e stimabile professore.
Adesso, però, questa Rosy Bindi, si è presentata con tutta l'irruenza del suo messaggio a sconvolgere i miei piani e, con essi, la mia vita.

Senza mezzi termini, possiamo ritenere che se Rosy Bindi chiedesse ad un interlocutore distratto di scegliere il cambiamento, il rischio è che, senza nemmeno rendersi conto, costui apra il balcone e butti di sotto, come a Capodanno, prima di tutto la stessa Bindi; trovandosi poi con la finestra aperta, ed ormai in odor di reato, temendo anche per il futuro dei suoi figli, è verosimile che lo sventurato faccia seguire nel pericoloso salto anche D'Alema, Bersani, Prodi, Franceschini, Veltroni, Fioroni, nonchè la famigerata schiera degli "ino" (dal nome solo apparentemente rassicurante, ma assolutamente in grado di far danni), tra i quali Fassino, Bassolino, Iervolino, Cozzolino e, adesso, anche Bonino.
Mi son chiesto allora (e la stessa analisi propongo a chi mi legge): ma non è che questa "botta di vita" suggeritami dalla pimpante Rosy Bindi e questo cambiamento epocale, possa recare più danno che beneficio al nostro paese?
Va bene il cambiamento, ma sono troppo "giovani e ingenui" sti figlioli del PD, allora forse è meglio sostenere l'esperienza del "vecchio" Caldoro, che almeno è garanzia di maturità e di saggezza e, quindi, pur disattendendo le raccomandazioni della Bindi (amica di lungo corso e compagna di partito dell'altro "giovincello" Ciriaco De Mita), ho deciso di sostenere quel matusalemme di Caldoro, magari attraverso la scelta del "cuore", che poc'anzi vi ho illustrato.
Che altro posso dire, forse solo un grazie alla cara e simpatica Rosy, per l'aiuto che mi ha dato nel difficile c ompito di decidere per chi votare.
Un abbraccio a tutti dalla "verde" (a parte qualche sacchetto di spazzatura ancora in giro ad opera dei soliti deficienti idioti) Irpinia... dal sempre vostro Minima Moralia :-)

sabato 6 marzo 2010

Il Presidente Napolitano risponde ai cittadini

Signor Presidente della Repubblica,
le chiedo di non firmare il decreto interpretativo proposto dal governo in quanto in un paese democratico le regole non possono essere cambiate in corso d'opera e a piacimento del governo, ma devono essere rispettate da tutte le componenti politiche e sociali per la loro importanza per la democrazia e la vita sociale dei cittadini italiani.
Confidando nella sua serenità e capacità di giudizio per il bene del Paese e nel suo alto rispetto per la nostra Costituzione.
Cordiali saluti
Alessandro Magni

Signor Presidente Napolitano,
sono a chiederle di fare tutto quello che lei può per lasciarci la possibilità di votare in Lombardia chi riteniamo che ci possa rappresentare. Se così non fosse, sarebbe un grave attentato al diritto di voto.
In fede
M. Cristina Varenna

Egregio signor Magni, gentile signora Varenna,
ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto.
Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano. Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico.
Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell'opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere - neppure in Lombardia - "per abbandono dell'avversario" o "a tavolino". E si era anche da più parti parlato della necessità di una "soluzione politica": senza peraltro chiarire in che senso ciò andasse inteso. Una soluzione che fosse cioè "frutto di un accordo", concordata tra maggioranza e opposizioni?
Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andandosi al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali pronunciatisi in materia. In realtà, sappiamo quanto risultino difficili accordi tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale: difficili per tendenze all'autosufficienza e scelte unilaterali da una parte, e per diffidenze di fondo e indisponibilità dall'altra parte.
Ma in ogni caso - questo è il punto che mi preme sottolineare - la "soluzione politica", ovvero l'intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti. E i tempi si erano a tal punto ristretti - dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano - che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge.
Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell'interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione - comunque inevitabilmente legislativa - potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura.
La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l'acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali. E' bene che tutti se ne rendano conto. Io sono deciso a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo, e di rigoroso esercizio delle prerogative, che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica, nei limiti segnati dalla stessa Carta e in spirito di leale cooperazione istituzionale. Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri.
Cordialmente
Giorgio Napolitano

giovedì 4 marzo 2010

Elezioni 2010 ... quella passione che non c'è

Per la verità, questa campagna elettorale mi appassiona pochissimo. Non vedo una prospettiva politica concreta, né in Campania, né a livello nazionale.
Berlusconi, al quale va indubbiamente il merito di aver scardinato i pilastri della peggiore politica italiana, è ormai allo stremo, assediato da una stampa faziosa e ridicola e da ideologie che ormai affascinano solo qualche intellettuale fallito e qualche giovincello, esuberante ma un pò fessacchiotto e, probabilmente, un pò sfaticato.
Il PD, dal canto suo, non riesce a liberarsi dai ricatti dei vecchi marpioni che dominano al suo interno e dalle clientele e non sa vedere oltre la fine del berlusconismo, vero elemento unificante di un modo di fare politica, completamente privo di idee e di stimoli, oltre che di passione sincera.

Le persone che in molti vorremmo vedere in politica, ovviamente, se ne tengono lontane, lasciando campo libero ai più delinquenti o, nella migliore delle ipotesi ai più incapaci.
D'altra parte, salvo una vocazione missionaria abbastanza infrequente nel mondo contemporaneo, mi sorprenderebbe che menti davvero illuminate ed in grado di operare per il bene del paese, come un onesto operaio, un valente scienziato, un professore appassionato del suo lavoro, un affermato medico o un bravo avvocato, tolgano spazio alla propria attività, allo studio, alla ricerca e, quindi, alla qualità del proprio lavoro, per dedicarsi a questa politica, che avendo smarrito ogni collegamento con il benessere dei cittadini e della nazione, si caratterizza come politicante, inefficace e ladrona.

In effetti, argomentando a contrariis, non è difficile ipotizzare che siano piuttosto le persone di dubbia capacità o assolutamente tonte ad essere affascinate dalla politica, ravvisando in essa l'unico strumento per una realizzazione ed un successo personale altrimenti abbastanza improbabili.
Ci sono eccezioni, certo, ma credo possano contarsi sulle dita di una mano.

Tale essendo, in questo momento, la mia percezione della politica (per usare un termine del dr. Imbriano, che nonostante tutti i contrasti del passato stimo moltissimo e che saluto calorosamente e con grande rispetto), non sarò certo io a sostenere appassionatamente le ragioni dell'una o dell'altra parte.
Caldoro è giovane e sembra sincero, ma non so quanta forza avrà di affermarsi sugli imbrogli e sui poteri, nemmeno tanto occulti, che hanno paralizzato e rovinato questa regione; De Luca ha la grinta del vecchio leone ma, se vince, non lo faranno governare, una inspiegabile ed inopinata accelerazione dei suoi processi, alla maniera del PD, o magari una bella massaggiatrice prepagata pure per lui, e se lo toglieranno dalle scatole, è troppo onesto e ci crede davvero in quello che fa, non può durare in mezzo a tanto schifo.

Per quanto riguarda i candidati locali, sono amico da sempre di Giordano di Guardia Lombardi, ammiro la caparbietà di D'Amelio di Lioni ed apprezzo l'erudizione di Lucido, unico candidato santangiolese, ma se avessi potuto scegliere, non avrei certamente candidato nessuno tra questi.
Auguro, dunque, buona fortuna a tutti, ma personalmente non so cosa farò, ho ancora tempo, devo prima scegliere tra la testa ed il cuore.

Intanto mi piace pensare che nessuno di costoro sarà ancora in politica, tranne ovviamente Ciriaco De Mita, quando la persona che amo di più al mondo dovrà costruirsi un lavoro e, con esso, una famiglia e un futuro; sto cercando di educarla agli stessi valori che i miei genitori mi hanno trasmesso, mettendo al primo posto l’importanza dell’impegno e dell’onestà e sperando che, quando lei sarà grande, queste doti siano nuovamente apprezzate e ricercate, come accadeva un tempo, tanti anni fa, da queste parti.

Il grillo parlante è stanco, ma sempre presente ed attento… Minima Moralia :-)

mercoledì 24 febbraio 2010

Quarant'anni di progresso italiano

1970:
Viaggi in aereo con Alitalia, ti danno da mangiare e ti invitano a bere quello che vuoi, il tutto servito da bellissime hostess: il tuo sedile è talmente largo che ci può stare in due.
2010:
Entri in aereo continuando ad impigliarti con la cintura, che ti hanno fatto togliere in dogana per passare il controllo. Ti siedi sul tuo sedile e se respiri un po' forte dai una botta con il gomito allo schienale del vicino. Se hai sete lo stewart ti porta la lista e i prezzi sono stratosferici.
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1970:
Michele vuole andare nel bosco all'uscita da scuola. Mostra il suo coltellino a Giovanni, con il quale pensa di fabbricarsi una fionda. Il direttore scolastico vede il suo coltello e gli domanda dove l'ha comprato, per andarsene a comprare uno uguale.
2010:
La scuola chiude, si chiama la polizia, che porta Michele in commissariato. Il TG1 presenta il caso durante il telegiornale in diretta dalla porta della scuola.
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1970:
Fai il bullo in classe. Il professore ti molla una sberla. Quando arrivi a casa tuo padre te ne molla un altro paio.
2010:
Fai il bullo. Il professore ti domanda scusa. Tuo padre ti compra una moto e va a spaccare la faccia al prof.
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1970:
Franco e Marco litigano. Si mollano qualche pugno dopo la scuola. Gli altri seguono lo scontro. Marco vince. I due si stringono la mano e sono amici per tutta la vita.
2010:
La scuola chiude. Il TG1 denuncia la violenza scolastica. Il Corriere della Sera mette la notizia in prima pagina su 5 colonne.
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1970:
Enrico rompe il parabrezza di un'auto nel quartiere. Suo padre sfila la cintura e gli fa capire come va la vita. Enrico farà più attenzione la prossima volta, diventa grande normalmente, fa degli studi, va all'università e diventa una bravo professionista.
2010:
La polizia arresta il padre di Enrico per maltrattamenti sui minori. Enrico si unisce a una banda di delinquenti. Lo psicologo arriva a convincere sua sorella che il padre abusava di lei e lo fa mettere in prigione.
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1970:
Giovanni cade dopo una corsa a piedi. Si ferisce il ginocchio e piange. La professoressa lo raggiunge, lo prende in braccio per confortarlo. In due minuti Giovanni sta meglio e continua la corsa.
2010:
La prof è accusata di perversione sui minori e si ritrova disoccupata, si becca 3 anni di prigione con la condizionale. Giovanni va in terapia per 5 anni. I suoi genitori chiedono i danni e gli interessi alla scuola per negligenza nella sorveglianza e alla professoressa per trauma emotivo. Vincono tutti i processi. La prof disoccupata è interdetta e si suicida gettandosi da un palazzo. Più tardi Giovanni morirà per overdose in una casa occupata.
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1970:
Arriva il 25 ottobre. Non succede nulla.
2010:
E' il giorno del cambio dell'ora legale: le persone soffrono d'insonnia e di depressione.
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1970:
Dopo aver passato 15 giorni di vacanza con la famiglia, nella roulotte trainata da una Fiat 125, le vacanze terminano. Il giorno dopo si ritorna al lavoro freschi e riposati.
2010:
Dopo 2 settimane alle Seychelles, ottenute a buon mercato grazie ai "buoni vacanze", rientri stanco ed esasperato a causa di 4 ore di attesa all'aeroporto, seguite da 12 ore di volo. Al lavoro ti ci vuole una settimana per riprenderti dal fuso orario.
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sabato 20 febbraio 2010

Ineleggibili amministratori che falliscono

"Servono indicatori oggettivi, stringenti, praticabili"

Il ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, auspica l'introduzione nella pubblica amministrazione di "regole tali da configurare un cosiddetto fallimento politico" in modo da rendere ineleggibili gli "amministratori falliti". Così come succede, spiega Sacconi, "nell'assetto civilistico quando scattano determinati indicatori di bilancio, si procede con il commissariamento e si riportano i libri non in tribunale ma al popolo elettore, con ineleggibilità per gli amministratori falliti".

Secondo Sacconi, che ha parlato a margine del Convegno di Rete Italia 'Costruire il bene comune', queste norme "devono essere fatte sulla base di indicatori oggettivi, indiscutibili, come in parte sono già utilizzate negli enti locali. Ma le dobbiamo rendere molto più stringenti, praticabili e devono riguardare sia le Regioni, sia i Comuni".

In altre parole, bisogna porre una regola di responsabilità in un settore "pubblico" dove è evidente che più si spende e peggio si spende.

venerdì 19 febbraio 2010

Elezioni Regionali 2010. Accordo PDL /UDC in Campania: e alla fine ancora una volta vinse Ciriaco De Mita, anche su Cosentino

Pubblicato da irpinianelmondo il 18 febbraio 2010
Ciriaco De Mita si conferma leader indiscusso non solo ad Avellino e provincia, ma anche a livello Campano e Nazionale.
L’accordo sottoscritto per l’alleanza con il PdL a livello Campano è sicuramente frutto di uno suo preciso disegno politco/elettorale. Una strategia con un fine ben preciso.

De Mita ha fatto fare un passo indietro niente popò di meno che al potente Cosentino, spodestato nella sua Caserta e nella sua Provincia. Il grande Cosentino costretto addirittura alle dimissioni da Sottosegretario e da Coordinatore Regionale del PdL.
Non solo.
De Mita è riuscito ad ottenere (forse ad imporre) che la scelta per il candidato alla Presidenza della Provincia di Caserta fosse ad appannaggio dell’UDC.
Ancora.
Ha imposto anche che il candidato alla Presidenza della Provincia di Caserta fosse il parlamentare Zinzi e non un altro.
E non è un caso che sia stato scelto Zinzi e non un altro.
Cosentino sbraita , si dimena, si agita, ma deve ingoiare il rospo. Non può nulla contro il potere DeMitiano.

Ma perchè Zinzi e non un altro ?

Alle recenti elezioni politiche del 2008 l’UDC nella circoscrizione di Campania 2 ottenne due seggi. I primi eletti furono Casini e Cesa che optarono per altro collegio consentendo il subentro degli altri due candidati che seguivano nella lista, ovvero Francesco Pionati ed appunto Domenico Zinzi.

La candidatura e la quasi certa elezione di Zinzi a Presidente della Provincia di Caserta porrebbe una questione di doppia carica. Zinzi sarebbe contemporaneamente Deputato e Presidente di Provincia. La legge consente la compatibilità delle due cariche.
Chi non lo consentirebbe invece sarebbe ancora una volta l’UDC ed in particolare Ciriaco De Mita che chiederebbe, se non immediatamente nel giro di pochi mesi , massimo un anno, le dimissioni di Zinzi da Deputato perchè dovrebbe e potrebbe dedicarsi a tempo pieno all’ Amministrazione della Provincia di Caserta.

In verita’ le motivazioni sarebbero molto meno nobili e molto piu’ speculative. Le dimissioni di Zinzi darebbero concretezza, finalmente, al disegno di Ciriaco: Quello di realizzare finalmente cio’ che non gli riuscì (per pochi voti) alle elezioni politiche del 2008, ovvero mandare suo nipote, il delfino Giuseppe, alla Camera dei Deputati.

Infatti con le dimissioni di Zinzi il seggio alla Camera sarebbe ricoperto da chi segue nelle lista dell’UDC, appunto da Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco.

lunedì 15 febbraio 2010

A Sant' Angelo dei Lombardi dopo il terremoto

Non sapevo più della gente, ma certo m'era amico il paese: dalla strada provinciale, dopo la curva dove gli amanti trovano prati e oscurità e complici teneri occhi di stelle nel nitore del cielo, t'abbracciava la piazza: alberi case le scale del liceo l'arco dove una sera di pioggia Dante mi chiuse nell' abbraccio dell' impermeabile e insieme scoprivamo il corpo l'amore Pavese ogni senso riposto di noi; t'accoglieva l'antica farmacia nell'ampio decoro del vano, sapeva di dotti conversari di segrete sapienze di speziali, tra scaffali quattrocenteschi e barattoli di vetro: colonquintide polverata recitavano le etichette in lettere gotiche - il balcone della serenata, una notte di tanta luna che lavava il paese d'argento, nelle albe filettate di tiepide nebbie rosate, le stanze troppo ampie per i sogni e i pensieri notturni, con gli amorini sorridenti sul soffitto - i sontuosi tramonti - così struggenti le interminabili serate allegre di passi di risa di richiami sui basoli levigati, sui tavolini un pò umidi del bar - in un solo minuto si sono cancellati i luoghi della memoria, sprofondati i ricordi, sepolta ogni eco di giovanile felicità.
Non si può scavare, le macerie del cuore sono troppo pesanti.
R.L.
E' un bel ricordo e un omaggio, da parte di qualcuno/a vissuto in un periodo senz'altro diverso, in ogni senso. Valeva la pena condividere questo scritto con tutti i santangiolesi di buona volontà!
MRDG

giovedì 4 febbraio 2010

Elezioni Campania. De Luca combatte da solo

De Luca, efficientista e coraggioso, disposto ad essere processato e condannato da una contraddittoria e grossolana giustizia italiana, pur di evitare alla città che amministra, Salerno, il problema dell'inquinamento ambientale e dei rifiuti, dilagante nel resto della Regione amministrata dall'indimenticabile (ahinoi) Antonio Bassolino.

De Mita, teorico e calcolatore, spera ancora una volta di salvarsi dall'oblio nascondendosi sul carro del probabile vincitore.

Sono entrambi fuori posto e questo crea sconcerto.

De Luca sarebbe parte naturale del PDL ma non può starci perchè troppo pensante e troppo autonomo e quindi incompatibile con la leadership di Berlusconi; essendo troppo leale ed intelligente, inoltre, non riuscirebbe a tollerare la superficialità e l'idiozia dell'atteggiamento leghista.
Quindi resta nel PD, partitello per lo più formato da "politici politicanti" dove nessuno lo vuole pur avendolo candidato alle regionali nella speranza di evitare una tragica disfatta, insomma, avranno concluso, meglio De Luca che la fine.

De Mita dal canto suo, usa il partito di Casini per affermare una residuale ed ormai illusoria supremazia elettorale in una Irpinia stanca di essere strumentalizzata e martoriata da decenni di promesse non mantenute.
Anche lui è mal sopportato dalla coalizione di centro destra, che lo candida nella speranza ingenua di trionfare in regione proprio grazie al leader nuscano, salvo poi scoprire, in caso di improbabile vittoria, che non potrà governare, per le pretese ed il conto salato che De Mita e i demitiani presenteranno all'esecutivo, come già accade in Provincia.

Che dire, di fronte a tutto questo non si può non sostenere il coraggioso De Luca con tutte le forze, nella convinzione, fondata sui fatti, che una volta eletto saprà intraprendere un'azione politica efficiente e dinamica, analoga a quella perseguita altrove dal centro destra al governo, ma senza nemmeno costringerci a subire le demenzialità della Lega o le battute tragicamente comiche di Berlusconi.

Intanto, grazie davvero a Vincenzo De Luca, per averci offerto una speranza; i cittadini onesti d'Irpinia, compresi quelli moralmente contrari al Partito Democratico, sapranno apprezzare tanto coraggio e lo sosterrano con impegno e rispetto!

Minima Moralia & C. :-)

martedì 2 febbraio 2010

La razza padana è superiore, adesso ne ho le prove

"La Lega ha ufficializzato la candidatura a Brescia, per le regionali in Lombardia, di Renzo Bossi, figlio di Umberto", questa notizia ha suscitato in me un certo sgomento lo ammetto.

Cosa mai avrà indotto i vertici leghisti a candidare questo ragazzino dall'aria visibilmente intelligente e dai trascorsi culturali ben noti, preferendolo ad intellettuali e professionisti ugualmente giovani ma decisamente più rampanti?
Non certo il fatto che è figlio del raffinatissimo Umberto Bossi può essere la ragione della scelta, perchè se così fosse, dovremmo ammettere senza timore di smentita che la Lega è un partito che si ispira ai più tradizionali valori di "Roma Ladrona".
La risposta ai miei dubbi in fondo era chiara e se ho faticato un pò per trovarla è perchè sono ostacolato nel ragionamento dalle insormontabili limitazioni poste dalle mie origini meridionali e dalla conseguente distanza, culturale e genetica, da quella dimensione illuminata che ispira pensieri ed azioni della classe politica leghista.
Ma di che si tratta vi chiederete voi altri meridionali svantaggiati? Semplicemente della innegabile e palese superiorità della razza padana, della quale ho finalmente anche prove visibili.

Tutto questo sa un pò di retorica da centro-sinistra lo ammetto e chiedo scusa, ma anche io devo cercare una ragione per accettare che ciò accada nel paese dove sono nato e al quale un tempo mi vantavo di appartenere.

Vado a procurarmi da lavorare..... scusate lo sfogo... Minima Moralia :-(

domenica 31 gennaio 2010

De Luca e il sogno di una Campania migliore


Se facesse in Campania la metà di quello che ha fatto per la sua amata Salerno, città oggi splendida e disciplinata, il corso della storia di questa regione sarebbe finalmente modificato.

Tutti i disonesti e le clientele gli sono contro perchè sanno che farà piazza pulita,

Si accinge a combattere da solo contro gli avversari e contro gli apparati dominanti del suo stesso partito, ha bisogno del sostegno della gente, del nostro sostegno.

E' contro De Mita e contro Bassolino, lotta per quello che ritiene giusto e non fa sconti di pena, mai e a nessuno. E' davvero la persona giusta, al momento giusto, nel posto giusto. Avremo modo di dimostrarlo a tutti nei giorni che verranno.

Grazie Vincenzo De Luca per aver accettato la sfida!

lunedì 25 gennaio 2010

Vendola vince e il PD va allo sbaraglio.

Certo meglio sarebbe stato rinchiudere tutti gli oppositori delle scelte di partito in un lager di sovietica memoria. Anche internarli in un "manicomio politico", non era male. Tutto andava fatto pur di mantenere unito ciò che unito non è evitando di destabilizzare l'immagine del leader con i baffetti, purtroppo Vendola non ha voluto farsi da parte e il guaio è accaduto, senza possibilità di fare marcia indietro.

Prima l'ipocrisia unificante della sinistra era costituita dai lavoratori e dalle fabbriche, oggi che i lavoratori si sono rivoltati contro il parassitismo sindacale e le strumentalizzazioni dei politicanti che usurpavano i sacri valori della falce e del martello è stato necessario trovare un altro "capro espiatorio" per giustificare la bocciatura popolare e chi meglio di Berlusconi, con tutto il marasma dei suoi vizietti e delle sue improbabili virtù?

L'efficienza della politica del "commenda", però, è purtroppo sotto gli occhi di tutti e solo gli irriducibili della peggiore sinistra italiana o, al più, qualche nostalgico sessantottino, ancora fanno finta di di non capire, di non vedere, quanta "politica politicante" vi sia attualmente nel PD.

Bersani, D'Alema, Veltroni, Bertinotti, Rutelli, Bassolino, Iervolino, tanto per citarne alcuni (e nemmeno i peggiori), costituiscono il volto di una politica che dell'inefficienza e della mera esaltazione di se stessa ha fatto un vero e proprio "modus operandi".

Brunetta se non fosse politico sarebbe professore universitario, Berlusconi sarebbe un grande imprenditore, che crea ricchezza per sè e lavoro per gli altri, i leader più rappresentativi del PD sono invece "politici di mestiere", una anomalia tutta italiana. Ma se lo avessero fatto almeno bene quel mestiere, potremmo accettarlo, invece si sono solo "ingrassati" di potere e di finti meriti, alle spalle di noi poveri fessi che credevamo nella bontà delle ideologie e nell'ideale unificante di una lotta a beneficio della giustizia sociale e del lavoro.

Con la maturità ho imparato a guardare ai risultati e questi risultati io vedo attualmente da una sola parte, il resto son solo chiacchiere ed ipocrisie. Vendola come Bassolino, Dio ci scampi!!!

Vi voglio in salute cari compagni, sì da poter meditare lungamente sulle sconfitte e sugli errori passati presenti e futuri.
Minima Moralia (grillo parlante)

venerdì 22 gennaio 2010

In Campania l'incognita Udc è ininfluente

Napoli, 22 gen (Velino/Velino Campania)

Con Mara Carfagna capolista a Napoli del Popolo delle libertà si conferma la linea berlusconiana di un impegno al massimo livello politico con il coinvolgimento del governo nella delicata partita regionale. Impegno anticipato dalle candidature del ministro dell’Agricoltura Zaia nel Veneto e del suo collega alla Funzione ubblica Brunetta candidato sindaco a Venezia. Con la Carfagna a Napoli a sostegno di Stefano Caldoro candidato Governatore le regionali campane assumono una forte valenza politica nazionale.
Il centrodestra punta a migliorare le ottime performance già raggiunte con la segreteria Cosentino che ha al suo attivo il radicamento territoriale del Pdl e gli ottimi risultati, nell’ordine, delle politiche, delle provinciali e delle europee. Un ruolo fondamentale giocherà la coalizione di centrodestra che parte con un importante vantaggio di immagine e, stando ai sondaggi, un rassicurante margine elettorale. Resta, almeno ancora in queste ore, l’incognita Udc.
Ma se il partito di Casini e De Mita dovesse scegliere in Campania, com’è probabile, il forno di centrodestra, si tratterebbe di una alleanza meramente elettorale. Casini è all’opposizione di Berlusconi, ha un sostanziale accordo con Bersani e D’Alema e dialoga con pezzi del centro destra. Vuole scardinare il bipolarismo e per questo cerca interlocutori dentro il Pdl. Il Cavaliere lo avverte come una insidia e sa che non sarà mai più suo alleato. Lo stesso dicasi per la nuova versione filo Pd dell’Mpa. In Sicilia il governatore Lombardo, sfiduciato da due terzi del Pdl, è tenuto in vita dal partito di Bersani. Il Cavaliere sa che non vi potrà più fare affidamento. Il confine centrista della coalizione di centrodestra è difeso ormai solo dai Popolari-Udeur di Mastella.
E questo cambia radicalmente gli assetti politici rispetto alle coalizioni che si fronteggiarono alle provinciali dell’anno scorso. Di ciò si poteva avvantaggiare il Pd diventando il perno di nuove aggregazioni. Ma la debolezza politica del partito di Bersani e la rissosa inconcludenza della coalizione di centrosinistra hanno azzerato questa possibilità.

Oggi il quadro a sinistra è a dir poco sconfortante: il lungo viale del tramonto bassoliniano non lascia intravedere vie di uscita. Il Pd si è cacciato in una trappola mortale ed è paralizzato dalle sue stesse incongruenze. Doveva scegliere Vincenzo De Luca, unico candidato in grado di competere ma i veti interni (Bassolino) ed esterni (Di Pietro e Sinistra, ecc) glielo hanno impedito. Quindi si è consegnato a De Mita che non aveva alcuna ragione per soccorrerlo e scarsissime possibilità di farlo. Infine a tempo ormai scaduto ha chiesto aiuto ai Rettori ed società civile. La quale, a differenza di ciò che si immagina, sa fare bene i suoi conti ed ovviamente ha rifiutato. A tirarla fuori dalla crisi nel Lazio ci ha pensato la Bonino. Magari ci fosse una Emma Bonino anche in Campania. Potrebbe essere quella la soluzione.

di Giulio Di Donato (da http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1044985)